Sembrava tutto pronto per l’arrivo di Markus Krösche al Milan, ma il dirigente tedesco non dovrebbe più diventare il nuovo responsabile del settore calcio rossonero. Dopo giorni di indiscrezioni sempre più insistenti e un accordo che appariva ormai definito, la trattativa avrebbe subito una brusca frenata, destinata a far saltare definitivamente l’operazione.
Fino a poche ore fa, infatti, Krösche sembrava destinato a trasferirsi a Milano insieme al collega dell’Eintracht Francoforte Timmo Hardung, con il club rossonero pronto ad affidargli la guida del nuovo progetto sportivo.
Il muro dell’Eintracht Francoforte cambia gli scenari
A cambiare il destino della trattativa sarebbe stato l’atteggiamento dell’Eintracht Francoforte, che avrebbe opposto una forte resistenza alla partenza del proprio dirigente. Il club tedesco, infatti, non avrebbe aperto alla possibilità di una separazione nemmeno davanti all’ipotesi di un indennizzo economico.
Una situazione che avrebbe costretto Krösche a comunicare al Milan l’impossibilità di concretizzare il trasferimento, rappresentando un duro colpo per la dirigenza rossonera che lo aveva individuato come il profilo ideale per guidare la rifondazione del club.
La maxi offerta di Cardinale per convincere Krösche
Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, Gerry Cardinale avrebbe messo sul tavolo una proposta di altissimo livello per convincere Krösche ad accettare il progetto Milan.
Oltre a uno stipendio da circa 10 milioni di euro a stagione, cifra che lo avrebbe reso uno dei dirigenti più pagati del panorama calcistico europeo, sarebbe stato illustrato anche un ambizioso piano di investimenti sul mercato pari a circa 700 milioni di euro nei prossimi anni.
L’idea era quella di affidargli piena autonomia nella costruzione del nuovo Milan, garantendogli ampia libertà decisionale nella gestione dell’area sportiva.
La scelta del dirigente: Francoforte resta la priorità
Nonostante le importanti promesse economiche e progettuali, Krösche avrebbe deciso di non lasciare Francoforte. Il dirigente ricopre infatti un ruolo centrale all’interno dell’Eintracht e si troverebbe pienamente a suo agio nell’attuale contesto.
Tra i motivi della mancata intesa ci sarebbe anche il disappunto del dirigente per il modo in cui la vicenda è stata raccontata dalla stampa italiana, che avrebbe dato per raggiunto un accordo quando, secondo la sua posizione, l’intesa definitiva non era mai stata formalizzata.
Milan, adesso serve un nuovo piano
La fumata nera per Krösche costringe ora il Milan a rivedere le proprie strategie dirigenziali. Il club rossonero dovrà individuare un’alternativa per affidare la gestione del nuovo corso sportivo, dopo aver visto sfumare quello che era considerato il principale candidato per guidare il progetto tecnico del futuro.




