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Milan, difesa crollata: da muro d’Europa a punto debole

Fino a pochi mesi fa, la difesa dell’AC Milan rappresentava una delle certezze più solide del campionato. Con appena 15 gol subiti nella prima metà della stagione – al pari di Inter, Napoli e Como – i rossoneri erano arrivati a soli tre punti dalla vetta.

La squadra guidata da Massimiliano Allegri era addirittura considerata, in quel periodo, una delle migliori difese d’Europa. Un’identità chiara, costruita su organizzazione e sacrificio collettivo.


Il crollo improvviso dopo marzo

Poi qualcosa si è rotto. Dalla metà di marzo, il rendimento difensivo è drasticamente peggiorato: 12 gol subiti e solo 6 segnati.

Il 15 marzo segna lo spartiacque: la sconfitta contro la Lazio, arrivata dopo il pareggio dell’Inter con l’Atalanta, ha di fatto estromesso il Milan dalla corsa Scudetto. Da quel momento, il “castello” difensivo ha iniziato a sgretolarsi.


L’assenza di Gabbia e i primi segnali

In quella fase, l’assenza per infortunio di Matteo Gabbia ha avuto un impatto significativo. Considerato un leader silenzioso della retroguardia, la sua mancanza ha coinciso con due sconfitte ravvicinate.

In un primo momento, sembrava che tutti i problemi potessero essere ricondotti proprio a quell’assenza. Ma con il passare delle settimane è emerso un quadro più complesso.


Calo fisico e mentale della squadra

Il crollo non è stato solo tattico, ma anche mentale e atletico. L’uscita dalla lotta Scudetto ha lasciato strascichi psicologici evidenti, mentre diverse prestazioni individuali sono calate.

A centrocampo, il rallentamento di Luka Modric ha inciso sull’equilibrio generale, così come la minore efficacia nel lavoro difensivo di Adrien Rabiot.

Sugli esterni, è venuto meno il contributo fondamentale di Alexis Saelemaekers, mentre anche lo spirito di sacrificio di Davide Bartesaghi non è bastato a mantenere compatta la squadra.


Difesa in difficoltà: pochi si salvano

Nel reparto arretrato, le difficoltà sono diventate evidenti. Fikayo Tomori, Koni De Winter e lo stesso Gabbia hanno vissuto un calo significativo.

Anche il portiere Mike Maignan ha attraversato un momento complicato, con errori pesanti come quello sul terzo gol subito contro l’Atalanta.

Nel caos generale, l’unico a mantenere un rendimento accettabile è Strahinja Pavlovic. Il difensore, autore di cinque gol in campionato, si distingue anche per atteggiamento e determinazione, risultando spesso l’ultimo ad arrendersi.


Segnali di reazione e obiettivi finali

Nonostante le difficoltà, il Milan ha dimostrato di poter ritrovare solidità, come evidenziato dalle gare senza subire gol contro Hellas Verona e Juventus.

Già a fine settembre, Allegri aveva sottolineato un concetto chiave:

“Quando ci si difende in un certo modo, raramente si subiscono gol.”

Ritrovare quel “certo modo” sarà fondamentale nelle prossime sfide contro Genoa e Cagliari, decisive per conquistare un posto tra le prime quattro.


Un equilibrio da ricostruire

Il crollo difensivo del Milan non è frutto di un singolo fattore, ma di una combinazione di assenze, cali fisici e contraccolpi psicologici.

Per tornare competitivo, il club rossonero dovrà ricostruire quell’equilibrio che, per mesi, lo aveva reso una delle squadre più solide d’Europa.

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