Il Milan continua a vivere uno dei momenti più difficili della stagione. La sconfitta per 3-2 contro l’Atalanta a San Siro ha aggravato ulteriormente una situazione già estremamente delicata, mettendo seriamente a rischio la qualificazione alla prossima Champions League.
I rossoneri sono stati travolti per lunghi tratti della gara, andando sotto di tre reti prima della reazione tardiva firmata da Strahinja Pavlovic e Christopher Nkunku. Una rimonta solo accennata, insufficiente per evitare un’altra serata di forte contestazione.
La protesta della Curva Sud, che ha abbandonato il proprio settore durante il match, ha rappresentato l’ennesimo segnale di rottura tra tifoseria e squadra.
Tare non si nasconde: “Servono responsabilità”
Nel post-partita, il direttore sportivo Igli Tare ha parlato ai microfoni di DAZN con toni molto chiari, ammettendo apertamente le difficoltà vissute dal Milan nelle ultime settimane.
“Guardando alle ultime partite, ci è mancata la giusta concentrazione. Non serve a niente nasconderlo”, ha dichiarato il dirigente rossonero.
Tare ha sottolineato come tutto l’ambiente debba assumersi le proprie responsabilità, riconoscendo anche la delusione dei tifosi, che si aspettavano una squadra molto diversa in questo finale di stagione.
Nonostante il momento negativo, il dirigente albanese ha cercato di aggrapparsi a un elemento positivo: il Milan ha ancora il proprio destino nelle mani e può conquistare la Champions vincendo le ultime partite.
“Problema mentale”: l’analisi del dirigente rossonero
Secondo Tare, il vero problema del Milan in questo momento sarebbe soprattutto mentale. La squadra avrebbe perso serenità ed equilibrio, mostrando segnali di fragilità evidenti nelle ultime sei o sette settimane.
“Vedo soprattutto un problema mentale. La squadra non è serena e ha perso equilibrio”, ha spiegato.
Il direttore sportivo ha inoltre evidenziato come l’uscita definitiva dalla corsa Scudetto abbia avuto un impatto pesante sul gruppo, che avrebbe accusato psicologicamente il distacco accumulato dalle avversarie.
Per questo motivo, Tare ha chiesto calma e lucidità, ribadendo però che le critiche ricevute sono assolutamente giustificate.
Futuro Tare: nessun segnale dal club
Negli ultimi giorni sono emerse diverse indiscrezioni su possibili cambiamenti dirigenziali al Milan, con nuovi nomi accostati al ruolo di direttore sportivo. Tare, tuttavia, ha minimizzato ogni voce sul suo futuro.
“Non ho ricevuto alcun segnale dal club. Sono completamente concentrato sul mio lavoro”, ha affermato.
Il dirigente ha spiegato di sentirsi focalizzato esclusivamente sull’obiettivo Champions, considerato fondamentale sia dal punto di vista sportivo sia economico. Tutte le altre discussioni, secondo Tare, fanno parte delle normali dinamiche mediatiche che accompagnano un club della dimensione del Milan.
Contestazione dei tifosi: “Hanno diritto di protestare”
Uno dei temi centrali della serata è stata la dura contestazione della tifoseria rossonera. La Curva Sud ha manifestato apertamente il proprio malcontento, prendendo di mira squadra e dirigenza.
Tare ha scelto di non alimentare polemiche, riconoscendo pienamente il diritto dei tifosi a esprimere la propria rabbia.
“I tifosi hanno il diritto di protestare. Le loro opinioni sono fondamentali”, ha dichiarato.
Parole che confermano la consapevolezza interna al club rispetto alla forte tensione che si respira attorno al Milan in questa fase della stagione.
Ritiro e lavoro mentale: il piano per salvare il Milan
Per provare a ricompattare l’ambiente, Tare ha rivelato che società e allenatore stanno valutando soluzioni concrete per isolare la squadra dalle pressioni esterne.
Il dirigente ha parlato di confronti già avvenuti con Massimiliano Allegri e con i leader dello spogliatoio, sottolineando come la reazione del gruppo dopo la partita sia stata positiva.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella di organizzare un ritiro nei giorni precedenti alla prossima gara, così da preparare al meglio quello che Tare ha definito un vero e proprio “match point” per la stagione.
Il Milan si gioca tutto nelle ultime due gare
Con due sole partite ancora da disputare, il Milan non può più permettersi passi falsi. La qualificazione alla Champions League resta vitale per il futuro tecnico ed economico del club.
La sensazione, però, è che il problema dei rossoneri vada oltre i risultati. Le parole di Tare confermano un ambiente fragile, sotto pressione e alla ricerca di certezze proprio nel momento più delicato dell’anno.
Le prossime settimane saranno decisive non soltanto per il piazzamento finale, ma anche per capire quale direzione prenderà il progetto Milan nella prossima stagione.




