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Protesta Milan: Furlani nel mirino dopo il ko con l’Atalanta

La pesante sconfitta contro l’Atalanta ha fatto esplodere definitivamente la rabbia del popolo rossonero. A San Siro si è consumata una delle serate più tese degli ultimi anni, tra contestazioni, cori contro la dirigenza e una Curva Sud che ha abbandonato lo stadio in segno di protesta.

I tifosi erano arrivati con la speranza di vedere una reazione della squadra dopo settimane difficili, ma il Milan si è ritrovato sotto di tre gol dopo meno di un’ora di gioco. Un crollo che ha certificato ancora una volta il momento drammatico vissuto dalla squadra di Massimiliano Allegri.

La rimonta finale ha soltanto reso meno pesante il risultato, senza però cambiare il giudizio generale su una squadra che ha vinto appena due delle ultime otto partite e che ora vede seriamente a rischio il quarto posto.

Furlani bersaglio principale della contestazione

Il primo obiettivo della protesta è stato l’amministratore delegato Giorgio Furlani. Già prima del fischio d’inizio, la Curva Sud aveva mostrato chiaramente il proprio dissenso formando sugli spalti la scritta luminosa “GF OUT”.

Un messaggio forte e inequivocabile, arrivato pochi giorni dopo la diffusione di una petizione online che chiede le dimissioni del dirigente rossonero e che ha già raccolto quasi 50.000 firme.

La sensazione è che una parte importante della tifoseria ritenga Furlani uno dei principali responsabili della crisi tecnica e societaria attraversata dal Milan in questa fase della stagione.

Curva Sud lascia lo stadio: scena surreale a San Siro

Il momento simbolo della serata è arrivato dopo il terzo gol dell’Atalanta. La Curva Sud ha infatti abbandonato completamente il proprio settore, lasciando un enorme vuoto sugli spalti di San Siro.

Le immagini televisive hanno mostrato un Massimiliano Allegri visibilmente sorpreso e disorientato davanti all’assenza del cuore pulsante del tifo rossonero.

Gli ultras, però, non hanno lasciato realmente l’impianto. Il gruppo organizzato si è spostato all’esterno dello stadio, continuando la contestazione nel parcheggio anche dopo il fischio finale.

Cori contro società e squadra

Durante la protesta fuori da San Siro, i cori si sono concentrati soprattutto contro Giorgio Furlani e la proprietà del club.

“Giorgio Furlani, devi andartene”, hanno cantato ripetutamente i tifosi.

Non sono mancati neppure messaggi rivolti direttamente alla squadra, accusata di mancanza di carattere e personalità in uno dei momenti più delicati della stagione.

Tra i cori più significativi anche il ripetuto “Siamo il Milan”, quasi a voler ricordare alla società il peso storico e l’identità del club.

Paolo Maldini torna nei pensieri dei tifosi

In mezzo alla contestazione è riemerso con forza anche il nome di Paolo Maldini. La nostalgia per l’ex dirigente rossonero continua infatti a essere molto forte tra i tifosi.

Un sostenitore ha attirato l’attenzione sfilando davanti alla tribuna con una maglia dedicata a Maldini, ricevendo applausi e sostegno da gran parte dei presenti.

Un gesto simbolico che conferma come una parte consistente dell’ambiente continui a identificare nell’ex capitano una figura centrale per identità, leadership e credibilità del progetto Milan.

Milan in caduta libera: il quarto posto non è più sicuro

Al di là della protesta, resta il dato sportivo estremamente preoccupante. Il Milan sta attraversando una crisi profonda di risultati e prestazioni proprio nel momento decisivo della stagione.

Con appena due vittorie nelle ultime otto partite, i rossoneri hanno dilapidato il vantaggio accumulato nei mesi precedenti e ora vedono il quarto posto fortemente minacciato.

La tensione attorno al club cresce giorno dopo giorno e il finale di stagione rischia di diventare decisivo non soltanto per la qualificazione alla Champions League, ma anche per il futuro dell’intero progetto tecnico e dirigenziale del Milan.

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