Domenica, a San Siro, si gioca molto più di una partita. Milan e Atalanta si affrontano in uno scontro diretto che vale le ambizioni europee di entrambe le squadre, e Roberto Donadoni sarà sugli spalti a osservare da una prospettiva privilegiata: quella di chi ha indossato entrambe le maglie.
L’ex centrocampista, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, non ha usato mezzi termini per descrivere la delusione accumulata nelle ultime settimane. Tutto è cambiato dopo la vittoria nel derby contro l’Inter, il successo per 1-0 firmato Estupinan che sembrava poter riaprire ogni discorso.
“Non c’era molto che potessimo fare riguardo allo Scudetto perché l’Inter era la più forte, ma dopo la vittoria nel derby mi aspettavo che il Milan rimanesse in corsa per il titolo ancora per un po’.”
Quello che è arrivato dopo, però, ha deluso le attese: due vittorie in sette partite, sconfitte imprevedibili contro Lazio, Udinese e Sassuolo, e la sensazione che quei “vecchi problemi” mai del tutto risolti siano tornati a galla nel momento più delicato della stagione.
“La Champions può sfuggire di mano”: l’allarme di Donadoni
Il timore di perdere il quarto posto è reale. Donadoni lo dice chiaramente, senza filtri, e sa che le prossime giornate saranno decisive per le sorti rossonere.
“È legittimo temere che la Champions League possa sfuggire di mano. L’ultimo mese e mezzo non è stato positivo, e questo è il momento in cui deve emergere il carattere.”
Non qualificarsi per la Champions League significherebbe per il Milan restare fuori dalla competizione più importante d’Europa per due anni consecutivi: un’ipotesi che Donadoni definisce senza esitazioni “una stagione deludente”.
La Roma che insegue è un fattore concreto, e il margine per sbagliare si assottiglia gara dopo gara. Per Donadoni il messaggio è semplice: nessuna gestione, nessun calcolo. Servono i tre punti e basta.
Allegri nel mirino: ma i gol li fanno i giocatori
Il calo del Milan ha inevitabilmente alimentato le critiche nei confronti di Massimiliano Allegri. Donadoni non si sottrae alla domanda, ma offre una lettura più articolata del problema.
“Il valore di Allegri è noto e riconosciuto da tutti. I giocatori che scendono in campo devono avere la volontà e il desiderio di raggiungere l’obiettivo. Un allenatore può infondergli la motivazione, ma poi resta in panchina e non riesce a segnare.”
Una difesa che suona anche come un invito diretto ai giocatori ad assumersi le proprie responsabilità. Allegri ha chiesto al gruppo di ripartire da zero senza disperdere i progressi compiuti, e Donadoni si dice d’accordo: “Non ha molto senso parlare ora, dobbiamo rimboccarci le maniche e finire la stagione in questa posizione.”
Il caso Leao: talento cristallino, costanza da trovare
Come spesso accade nei momenti di crisi rossonera, il nome di Rafael Leao torna al centro del dibattito. Il portoghese ha mancato un gol clamoroso a Reggio Emilia contro il Sassuolo, e la sua discontinuità è tornata sotto i riflettori. Donadoni conosce bene la dinamica.
“Quando il Milan ottiene risultati, di Leao non si parla, mentre in momenti come questo è quasi sempre al centro dell’attenzione. È capace di grandi cose, ma gli manca la costanza.”
Il verdetto dell’ex centrocampista è netto ma non definitivo: se Leao riuscisse a fare il salto di qualità, potrebbe diventare un giocatore di altissimo livello. In caso contrario, gli alti e bassi continueranno a caratterizzare la sua carriera. Domenica potrebbe essere l’occasione giusta per invertire la tendenza.
Milan-Atalanta: partita aperta, senza favoriti
Donadoni, da ex di entrambe le squadre, non si sbilancia sul pronostico. L’Atalanta è una squadra ostica, in corsa per il settimo posto, e nemmeno i bergamaschi stanno attraversando un momento di forma brillante. Una partita che potrebbe essere decisa da un episodio, da un guizzo individuale.
“Non sarà una partita facile per i rossoneri perché l’Atalanta è una squadra ostica. Entrambe le squadre non sono in un ottimo momento, ma potrebbe essere una partita interessante.”
Il futuro: tre o quattro acquisti per tornare a vincere
Al di là dell’immediato, Donadoni guarda anche alla prospettiva. La qualificazione alla Champions non è solo un traguardo sportivo: è il presupposto per costruire un mercato ambizioso e per rimettere il Milan in condizione di competere ai massimi livelli.
“Credo che Allegri abbia migliorato il rendimento della squadra rispetto all’anno scorso. Con tre o quattro buoni acquisti, il Milan può ridurre il distacco dall’Inter e tornare a vincere.”
Una visione lucida, che riconosce i progressi senza nascondere le lacune. I tifosi rossoneri, ricorda Donadoni, sono abituati a certi obiettivi. E vincere, nel DNA del Milan, non è mai un’opzione: è un obbligo.





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