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Milan, il metodo Allegri per difendere e colpire sui calci piazzati

Il lavoro sui calci piazzati è diventato uno degli aspetti chiave della stagione del Milan di Massimiliano Allegri. Nonostante una rosa che sulla carta non brilla per altezza e fisicità, i rossoneri sono riusciti a costruire un sistema organizzato ed efficace sia in fase difensiva sia offensiva.

Come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, l’allenatore rossonero e il suo staff stanno lavorando su questi dettagli fin dal ritiro estivo di luglio a Milanello. Un lavoro costante che oggi si riflette nei numeri del campionato.


Difesa solida nonostante la statura ridotta

Il Milan ha subito finora 20 gol in Serie A, soltanto uno in più rispetto alla Roma, che vanta la migliore difesa del campionato. Un dato significativo se si considera la composizione della formazione titolare rossonera.

Giocatori come Luka Modric, Alexis Saelemaekers e Christian Pulisic non sono infatti specialisti nel gioco aereo. Nonostante questo limite strutturale, il Milan riesce comunque a contenere bene i pericoli sulle palle inattive.

I numeri parlano chiaro: i rossoneri hanno subito soltanto cinque reti su calcio piazzato, mentre ne hanno segnate otto. Un bilancio positivo che conferma quanto il lavoro settimanale sugli schemi sia diventato determinante.


Corner studiati: la strategia del pallone corto

In fase offensiva Allegri sfrutta la qualità dei battitori. Modric e Bartesaghi sono spesso incaricati di calciare i corner, ma il pallone non viene sempre scodellato direttamente al centro dell’area.

Negli ultimi mesi il Milan ha trovato con maggiore frequenza la rete attraverso schemi su corner corto. L’esempio più recente è arrivato nella partita contro la Cremona: Modric ha servito corto Estupinan, che ha rimesso il pallone in area prima della rete di Pavlovic.

Lo stesso schema è stato utilizzato, con interpreti diversi, anche nelle sfide contro Roma, Pisa e Hellas Verona. Non si tratta di soluzioni improvvisate, ma di movimenti provati più volte a Milanello per sincronizzare il cross con gli inserimenti dei giocatori più pericolosi.

In queste situazioni diventano fondamentali i saltatori come Pavlovic, De Winter e Rabiot, mentre Pulisic sfrutta la sua rapidità per attaccare lo spazio e sorprendere la difesa avversaria.


Difesa a zona con marcature dinamiche

Limitare i rischi sulle palle inattive è più complicato rispetto alla fase offensiva. Per questo Allegri ha scelto un sistema difensivo misto, che combina difesa a zona e marcature sull’uomo.

Sui calci d’angolo ogni giocatore presidia una porzione precisa dell’area, una sorta di “quadrato”. Chi entra in quella zona viene immediatamente preso in consegna dal difensore rossonero.

Particolare attenzione viene riservata alla zona del primo palo, dove Rafael Leao spesso si sacrifica per respingere i colpi di testa degli avversari. L’obiettivo è bloccare sul nascere le traiettorie più pericolose.


Le armi per il contropiede

Non tutti i giocatori restano all’interno dell’area durante i corner difensivi. Pulisic e Saelemaekers si posizionano spesso più larghi, pronti a scattare in caso di recupero del pallone.

Questa scelta costringe gli avversari a lasciare uomini dietro per controllarli, riducendo così il numero di giocatori che attaccano l’area del Milan.

Sui calci di punizione indiretti, invece, il Milan si compatta con una difesa completamente a zona. Due linee da quattro uomini creano una sorta di “castello” difensivo che protegge l’area e limita le traiettorie pericolose.


Un sistema costruito a Milanello

Contro squadre dotate di grandi saltatori e battitori esperti, l’organizzazione diventa fondamentale. Il Milan di Allegri lo ha capito fin dall’inizio della stagione.

Il lavoro quotidiano a Milanello ha trasformato un potenziale punto debole in un elemento di equilibrio tattico. I numeri attuali dimostrano che la strategia funziona: i rossoneri non solo limitano i danni, ma riescono anche a colpire con efficacia sulle palle inattive.

Un dettaglio che, nel lungo cammino della Serie A, può fare la differenza.

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