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Il dato preoccupante sui rigori sbagliati: l’analisi delle statistiche

FLORENCE, ITALY - JANUARY 11: Niclas Fullkrug of AC Milan looks on during the Serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Artemio Franchi on January 11, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Venerdì sera il Milan ha fallito l’ennesima occasione dal dischetto, riaccendendo un tema che negli ultimi mesi è diventato sempre più centrale: i calci di rigore, da potenziale punto di forza, si stanno trasformando in un limite preoccupante.

Chi è il miglior rigorista?

Anche se nel fine settimana l’errore non ha inciso sul risultato finale, il problema resta evidente e merita una riflessione approfondita.

È vero, un rigore non è mai un gol automatico. La pressione, il momento della partita e la bravura del portiere sono fattori determinanti. Tuttavia, si tratta pur sempre di un’opportunità con una probabilità di realizzazione molto alta. In media, il valore di expected goals (xG) per un rigore è di circa 0,76: ciò significa che ci si aspetta di segnare circa tre volte su quattro. Numeri alla mano, dunque, una squadra di alto livello dovrebbe trasformare la maggior parte dei penalty concessi.

Il problema del Milan, però, è nei dati. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, dall’inizio del 2024 i rossoneri hanno calciato 27 rigori, realizzandone 19 e sbagliandone 8. Una percentuale d’errore del 42% è nettamente superiore alla media attesa e rappresenta un campanello d’allarme. Non si tratta soltanto di statistica: in alcuni casi, questi errori sono costati punti pesanti. Emblematici, ad esempio, i problemi emersi nella trasferta di Firenze della scorsa stagione, dove un penalty fallito ha inciso sull’andamento della gara.

L’errore di Fullkrug

L’ultimo a iscriversi alla lista degli errori è stato Niclas Füllkrug, che si aggiunge a Christian Pulisic e Santiago Gimenez tra i giocatori attuali ad aver fallito dal dischetto. La questione non sembra legata a un singolo rigorista, ma piuttosto a una fragilità collettiva nella gestione di queste situazioni. Cambiano gli interpreti, ma il risultato non sempre cambia.

È probabile che Füllkrug non sia il primo rigorista designato e resta da capire se in futuro gli verrà concessa un’altra opportunità. Tuttavia, il nodo non riguarda soltanto le gerarchie, bensì l’approccio mentale e tecnico. Servono maggiore freddezza, preparazione specifica e forse una scelta più chiara e stabile del tiratore principale.

In un campionato equilibrato, dove spesso le partite si decidono per episodi, i rigori possono fare la differenza tra una stagione positiva e una deludente.

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