Il Milan non riesce a invertire la rotta e incappa nell’ennesimo pareggio contro una squadra nelle zone basse della classifica. Dopo l’1-1 di giovedì contro il Genoa, salvato al 92’ da Rafael Leao, i rossoneri si fermano ancora: stesso risultato anche questo pomeriggio allo Stadio Artemio Franchi contro la Fiorentina, allora 18ª in classifica. A raddrizzare la gara ci ha pensato nel finale Christopher Nkunku, ma la sensazione è di un’occasione persa.
Il Milan resta imbattuto, ma rischia di scivolare a cinque punti di distanza dall’Inter qualora i nerazzurri dovessero battere il Napoli. In quattro giorni, dunque, le ambizioni di una rincorsa Scudetto già complessa sembrano essersi ulteriormente affievolite. E la trasferta di giovedì a Como si profila come un nuovo, delicato banco di prova.
Scarponi da tiro rimasti negli spogliatoi
Se contro il Genoa era mancata la creatività, a Firenze il problema è stato soprattutto sotto porta. Il Milan ha creato diverse occasioni limpide nel primo tempo, ma le ha sciupate. Christian Pulisic, spesso decisivo in stagione, è stato il simbolo della giornata storta: due uno contro uno con De Gea non sfruttati e la sensazione che almeno una doppietta fosse alla portata.
La Fiorentina, punendo l’ennesimo spreco rossonero, ha trovato il vantaggio con il colpo di testa di Pietro Comuzzo, mettendo gli uomini di Massimiliano Allegri in una posizione scomoda, evitabile con maggiore cinismo.
Segnali incoraggianti da “Der Panzer”
Niclas Füllkrug, dopo buoni ingressi dalla panchina nelle gare precedenti, ha avuto una chance da titolare e non ha deluso. Il tedesco ha dato profondità e ha lavorato bene da riferimento centrale, creando due occasioni nitide proprio per Pulisic.
Nella ripresa è calato – anche per una condizione fisica non ancora ottimale – ma la sua prestazione resta positiva. Il Milan sembra aver trovato un centravanti capace di far giocare la squadra: ora serve che arrivino anche i gol.
Leao, tra condizione e confusione tattica
Rafael Leao è entrato a gara in corso, ma il suo impatto è stato limitato. Nei primi minuti ha faticato a entrare nel vivo del gioco, apparendo statico e poco coinvolto. Solo nel finale ha avuto l’occasione per il colpaccio, sprecando però un contropiede decisivo.
Nel post-partita Allegri ha spiegato che il portoghese non è ancora al meglio e che avrebbe dovuto muoversi diversamente. Un messaggio che suona quasi contraddittorio rispetto alle indicazioni date nelle scorse settimane, e che alimenta il dibattito sul miglior utilizzo del talento rossonero.
Un centrocampo che non ha inciso
La rotazione voluta da Allegri, complice il poco riposo dopo il Genoa, non ha dato i frutti sperati. Samuele Ricci e Ardon Jashari non sono riusciti a reggere il confronto con il centrocampo viola, schierato a tre e dominante per lunghi tratti.
Solo con l’ingresso di Adrien Rabiot e Youssouf Fofana il Milan ha guadagnato qualità e verticalità, trovando l’assist per il pareggio. Il dato è chiaro: senza i leader tecnici in mezzo al campo, il livello cala sensibilmente.
Distrazioni difensive che costano care
Il gol di Comuzzo nasce dall’ennesimo blackout difensivo. Sul corner decisivo, la comunicazione tra Bartesaghi e Pavlovic è mancata, consentendo al difensore viola di colpire indisturbato.
È un problema ricorrente: contro il Genoa era stato Gabbia a perdere Colombo. Anche con più uomini a protezione dell’area, il Milan continua a subire gol evitabili. La domanda resta aperta: cosa serve davvero per ritrovare solidità e continuità difensiva?
Il pareggio del Franchi lascia più dubbi che certezze. Il Milan resta in corsa, ma il tempo stringe e gli errori si ripetono. La sensazione è che, senza una svolta immediata, anche le ultime speranze di alta classifica rischino di spegnersi definitivamente.




