Il Milan conclude l’anno solare con una vittoria pesante e significativa: 3-0 sull’Hellas Verona e distanza ridotta a un solo punto dall’Inter, che resta in testa grazie al successo di misura sull’Atalanta. Nessuno, come sottolineato da La Gazzetta dello Sport, avrebbe immaginato i rossoneri ancora in piena corsa Scudetto dopo i mesi complicati che hanno caratterizzato l’inizio del 2025.
Un anno fa, la situazione era diametralmente opposta: Milan ottavo in classifica con 27 punti, l’esonero di Paulo Fonseca e un progetto tecnico in crisi. Oggi il quadro è cambiato, e il Diavolo guarda al nuovo anno con ambizioni rinnovate.
Un 2025 da +5 e un trofeo in bacheca
Guardando alla classifica dell’anno solare, i rossoneri hanno chiuso il 2025 con 71 punti, cinque in più rispetto alla scorsa stagione, oltre alla Supercoppa Italiana conquistata e a una finale di Coppa Italia raggiunta. Un percorso incoraggiante, nonostante l’eliminazione anticipata dalle coppe di quest’annata.
Il passato resta una lezione. Allegri, rispettando la linea della concretezza, continua a indicare la Champions League come obiettivo realistico e prioritario. Ma la sensazione è che questa squadra possa provare a spingersi oltre, sfruttando continuità e maturità tattica.
Per un riferimento sulla competizione europea, qui la pagina ufficiale dedicata sulla Wikipedia.
Nkunku, il segnale che serviva
Senza Rafael Leao, con Niclas Füllkrug in tribuna e Santi Gimenez ai box, il Milan aspettava un segnale dal suo uomo più discusso: Christopher Nkunku. Tra frustrazioni, critiche e voci di mercato, il francese ha risposto con un rigore trasformato e un gol d’istinto, forse la scintilla di cui aveva bisogno per cambiare marcia.
Il gesto dei compagni – Modric e Pulisic che gli lasciano il penalty – racconta un Milan unito, capace di proteggere e valorizzare i propri giocatori. Il momento più brillante? Il movimento sull’assist basso di Ruben Loftus-Cheek, una giocata da attaccante vero, che riapre il discorso sulla sua permanenza o meno in gennaio.
Pulisic e Modric: leadership e qualità nei momenti chiave
La vittoria porta anche la firma dei leader tecnici.
Christian Pulisic continua a essere trascinatore, confermando personalità e contributo offensivo, mentre Luka Modric, ancora una volta decisivo nella gestione del centrocampo, si dimostra fondamentale per equilibrio e ritmo.
Il dato che fa respirare Allegri: il Milan non stecca più contro le piccole. Dopo i punti persi contro Cremonese, Parma, Pisa e Sassuolo, la squadra ha imparato a capitalizzare e a non complicarsi la vita. È arrivata anche l’ottava porta inviolata stagionale e un nuovo marcatore – il dodicesimo diverso – a testimonianza della crescita collettiva.
Le prossime cinque sfide: il calendario può favorire il Diavolo
Dal 2 al 18 gennaio il Milan affronterà Cagliari, Genoa, Fiorentina, Como e Lecce. Non sono big match, ma rappresentano un bivio importante: sfruttare il calendario per restare agganciati all’Inter o farsi risucchiare nella lotta Champions.
Con Leao e Pulisic che raramente hanno giocato insieme (solo 135 minuti finora), l’obiettivo è recuperare continuità e identità offensiva. Se Nkunku confermerà la serata di Verona, il Milan potrebbe aver trovato l’ago che mancava nella bilancia.
Conclusione: ottimismo misurato, ma reale
A -1 dalla vetta, con una vittoria netta e segnali positivi dai singoli, il Milan chiude l’anno con rinnovato entusiasmo. Allegri resta concreto, ma la strada è tracciata: Champions come obiettivo, Scudetto come sogno che ora non è più tabù.
Il 2026 si apre con una certezza: il Milan c’è. E questa volta, non è una sorpresa.




