Home » Supercoppa fatale al Milan: Napoli in finale, Allegri sotto accusa

Supercoppa fatale al Milan: Napoli in finale, Allegri sotto accusa

La difesa della Supercoppa Italiana del Milan si è interrotta al primo ostacolo. A Riad, in Arabia Saudita, i rossoneri sono stati battuti 2-0 dal Napoli nella semifinale, mostrando limiti strutturali evidenti. Come sottolineato da La Gazzetta dello Sport, è difficile sopravvivere senza una vera spina dorsale, e il Milan visto ieri sera ne è stato l’esempio più chiaro.

Massimiliano Allegri si è presentato all’appuntamento senza difensore centrale titolare, senza un vero regista e senza un centravanti di ruolo. Un mix che ha reso la gara in salita fin dai primi minuti.


Emergenza formazione e scelte obbligate

L’infortunio di Matteo Gabbia ha costretto Allegri a schierare Koni De Winter, protagonista di una prestazione molto complicata. A centrocampo, Luka Modrić è stato tenuto a riposo, lasciando spazio ad Ardon Jashari, apparso timido e in difficoltà. Davanti, per non rischiare Rafael Leão, l’attacco è stato affidato ancora una volta a un deludente Christopher Nkunku.

A completare il quadro, un Christian Pulisic lontano dalla versione decisiva vista nell’ultima Supercoppa: il risultato è stato un Milan sgonfio, eliminato con relativa facilità e ora chiamato a riflettere dopo l’uscita anticipata anche dalla Coppa Italia.


Le lacune del mercato e il caso centravanti

Le difficoltà rossonere riportano al centro le scelte della scorsa estate. Non aver acquistato un difensore centrale di alto livello e un centravanti pronto è stato, col senno di poi, un errore pesante della dirigenza.

Il confronto tra Rasmus Højlund e Nkunku è stato impietoso. Il danese, classe 2003, ha giocato come un attaccante esperto: un gol, un assist e una partita passata a dominare De Winter, costringendo Allegri alla sostituzione del belga. Højlund, obiettivo mancato del Milan, ha reso ancora più evidente l’inefficacia offensiva rossonera. E il dubbio resta: può un Fullkrug di 32 anni, finora poco brillante, cambiare davvero le cose?


Napoli ritrovato: la mano di Conte

Non è stato solo Højlund a decidere la semifinale. Antonio Conte ha finalmente ritrovato il Napoli che cercava: concentrato in difesa, lucido nella lettura dei momenti e spietato nel colpire. I numeri parlano chiaro: 3-1 nei tiri in porta e 5-1 nei calci d’angolo per gli azzurri.

Ottime le prove di Politano, di Spinazzola (due assist) e di Lobotka, che ha dato una lezione di personalità a Jashari. Il Napoli torna così in finale di Supercoppa per la prima volta dal 2023, mostrando solidità e maturità.


La partita: episodi e differenze decisive

Dopo un avvio vivace del Napoli, il Milan ha provato ad attendere il contropiede. Al 39’, però, la differenza tra i due attaccanti ha indirizzato la gara: filtrante di Spinazzola, protezione del pallone di Højlund e tap-in vincente di David Neres.

Nella ripresa i rossoneri hanno alzato il baricentro, ma senza incisività. Al 64’ è arrivato il raddoppio, ancora con Højlund protagonista, libero di calciare dopo l’ennesima incertezza difensiva. L’ingresso di Modrić ha acceso gli applausi del pubblico arabo, ma la partita era ormai segnata.


Nervosismo finale e futuro incerto

Il nervosismo di Allegri, culminato in uno scontro verbale con Gabriele Oriali, è lo specchio delle difficoltà che attendono il Milan. Ora resta solo il campionato, con la consapevolezza che gestire Modrić, a 40 anni, sarà sempre più complesso.

Per il tecnico livornese (profilo e carriera su Wikipedia) la Supercoppa di Riad lascia più domande che risposte. Per il Napoli, invece, è la conferma di una squadra ritrovata e pronta a giocarsi un altro trofeo.

Tags AC Milan
Seguici