Il Milan di Massimiliano Allegri sta vivendo una stagione particolare dal punto di vista gestionale: con 42 sostituzioni in 12 partite, i rossoneri sono ultimi in Serie A per utilizzo dei cambi. Una media di 3,5 a partita sui cinque disponibili, un dato che stona soprattutto a fronte dei numeri delle rivali: 16 sostituzioni in meno di Inter e Napoli e 17 in meno della capolista Roma.
Il divario è evidente anche guardando il fondo della classifica: il Parma, penultimo per cambi effettuati, è comunque a quota 52, ben dieci in più dei rossoneri.
La scelta di Allegri, noto per il suo approccio pragmatico (vedi anche la voce su Massimiliano Allegri), ha attirato l’attenzione soprattutto alla luce di una rosa già ridotta ai minimi termini.
Una rosa corta e gli effetti degli infortuni
La stagione 2025-26 è iniziata con una decisione forte: il Milan ha scelto di partire con soli 19 giocatori di movimento, frutto di una razionalizzazione estiva mirata. La mancanza di competizioni europee poteva far pensare a un rischio calcolato, ma gli infortuni arrivati durante la sosta per le nazionali di ottobre hanno mostrato la fragilità della situazione numerica.
Sebbene i rossoneri giochino quasi sempre una volta a settimana, Allegri si è trovato più volte con pochi uomini realmente disponibili, soprattutto nel periodo in cui Rabiot, Pulisic ed Estupinan sono mancati contemporaneamente.
Allegri, pochi cambi anche quando sarebbe possibile
Un altro dato curioso riguarda il comportamento di Allegri nelle singole partite: è l’unico allenatore del campionato ad aver chiuso una gara con solo due sostituzioni, e in sette occasioni su dodici ha optato per appena tre cambi.
Solo cinque squadre in tutta la Serie A hanno fatto una scelta simile, ma sempre in modo sporadico, una sola volta.
La domanda sorge spontanea: si tratta di una strategia o di una necessità?
La risposta di Allegri: “Non è una squadra piccola”
Nella conferenza pre-Lazio, Allegri ha risposto con fermezza a chi gli chiedeva se la mancanza di profondità stesse condizionando il rendimento del Milan.
“Non è assolutamente una squadra piccola. Ci sono mancati Rabiot, Pulisic ed Estupinan nell’ultimo mese.”
Il tecnico ha ribadito che le sostituzioni non vanno fatte per forza, ma solo quando realmente utili:
“A volte le sostituzioni sono necessarie, ma a volte non servono, o le si fanno solo per il gusto di farle, e questo non va bene.”
L’allenatore ha poi sottolineato come alcuni giocatori fossero rientrati “praticamente morti” dagli impegni con le rispettive nazionali, motivo per cui non erano schierabili. E sulla questione mercato ha confermato la linea societaria:
“Gennaio è una finestra strana. Si prendono giocatori di cui non c’è bisogno… Abbiamo ragazzi che possono crescere e darci di più nella seconda parte della stagione.”
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Con il mercato di gennaio alle porte e una classifica che richiede continuità, la gestione della rosa sarà uno dei temi centrali per il Milan. Allegri resta convinto delle sue scelte, ma il rischio di sovraccaricare alcuni giocatori resta concreto.
La seconda parte della stagione dirà se la filosofia del “cambiare meno per cambiare meglio” porterà i frutti sperati o se servirà un intervento esterno per allungare una rosa che, dati alla mano, continua a vivere pericolosamente al limite.





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