Arrivato tra lo scetticismo generale la scorsa estate, Igli Tare, oggi direttore sportivo del Milan, è diventato uno dei protagonisti più influenti del nuovo progetto rossonero. L’ex attaccante, noto per il lungo lavoro alla Lazio (link autorevole: Lazio su Wikipedia), ha raccontato al Social Football Summit la trasformazione in atto a Milanello.
Il club, dopo il crollo della passata stagione, è oggi terzo in classifica e sogna un ritorno in Champions League, primo obiettivo nel percorso di rinascita.
Dalla Lazio al Milan: la visione del direttore sportivo
Tare ha ricordato con ironia la sua ascesa alla Lazio: «Sono arrivato per firmare da giocatore e sono uscito con un contratto da allenatore». Una crescita rapida, alimentata dalla curiosità e dalla capacità di osservare il funzionamento interno dei club.
Fondamentale, nella sua formazione, anche l’eredità di Walter Sabatini, definito “una mente straordinaria”.
Il mercato radicale: 19 acquisti e 23 cessioni
Il Milan ha cambiato volto: «Per vincere serve un progetto radicale», ha spiegato Tare. E infatti il club ha rivoluzionato la rosa con una sessione di mercato tra le più profonde della Serie A.
L’obiettivo? Gettare basi solide per il futuro, mantenendo però l’ambizione: «Mentirei se dicessi che non voglio vincere lo Scudetto».
Modric e l’esperienza dei “giovani anziani”
Tra i colpi simbolici c’è Luka Modrić, arrivato per portare leadership e mentalità. Tare lo ha definito “atipico”, capace di festeggiare come un bambino e di mantenere una personalità unica in gruppo.
Modric incarna il mix ricercato dal direttore sportivo: esperienza, valori umani e spirito di appartenenza.
Scouting, dati e intuizione: la formula Tare
Se molti club si affidano sempre più ai big data, Tare mantiene una posizione chiara: «Non sono un grande fan dei dati e dell’intelligenza artificiale». Per lui, l’analisi numerica è utile, ma non sostituisce sensibilità ed esperienza.
La sua intuizione, racconta, è stata decisiva anche per scommesse come Ravel Morrison, talento purissimo ma mai sbocciato.
Empatia e spirito di gruppo: la lezione di Inzaghi
Il dirigente ha ricordato con nostalgia il clima familiare creato alla Lazio con Simone Inzaghi e che ora vuole riprodurre al Milan. «Quest’anno si è creata una grande empatia a Milanello», ha sottolineato, specificando come la coesione interna sia la vera base del progetto.
La stagione senza coppe e il vantaggio nascosto
Senza impegni europei, il Milan ha più tempo per lavorare sui dettagli: un’arma importante per costruire il futuro. «Possiamo gettare basi solide, che sono cruciali», ha detto Tare.
Il Derby e il sogno Scudetto
Tifoso rossonero sin da bambino, Tare non nasconde l’emozione di vivere il Derby di Milano: «Sono partite che non si giocano, si vincono».
Il match è importante per dare credibilità al progetto, ma non “cruciale”. Lo Scudetto? Tare preferisce restare cauto: «A marzo capiremo se potremo competere davvero».
Allegri e il mercato di gennaio
Sul rapporto con Massimiliano Allegri, Tare ha confermato una comunicazione continua. Il mercato? Nessuna rivoluzione in vista: «Saremo attenti a ogni opportunità, ma non credo sarà un mercato importante».




