Home » Nuovo stadio Milan, l’architetto del progetto chiarisce i dettagli

Nuovo stadio Milan, l’architetto del progetto chiarisce i dettagli

Il progetto per il nuovo stadio di Milano compie passi decisivi e prende sempre più forma. Dopo la conferma, avvenuta alcuni mesi fa, che Foster+Partners e Manica Architecture sarebbero stati gli studi incaricati da Milan e Inter per disegnare il futuro impianto, la recente acquisizione del Giuseppe Meazza e dell’intera area di San Siro ha permesso alle due società di avviare la fase finale della progettazione.

Aspettative sul nuovo stadio

Le aspettative, com’è prevedibile, sono enormi: non solo perché si tratta di uno dei siti calcistici più iconici al mondo, ma anche perché la costruzione di nuovi stadi in Italia è storicamente complessa e spesso ostacolata da vincoli burocratici e urbanistici.

Proprio per questo, il lavoro degli architetti dovrà trovare un equilibrio perfetto tra memoria, identità e innovazione. Un tema centrale anche nelle parole di Myron Sullivan, capo del Venues Specialist Team di Foster and Partners, che sul sito ufficiale dello studio ha approfondito gli aspetti più delicati del processo creativo. Sullivan ha ricordato come, in progetti precedenti — fra cui l’esempio emblematico del nuovo Wembley — la sfida principale sia sempre quella di preservare lo spirito del luogo, pur introducendo elementi che portino l’impianto nel futuro.

Le risposte dell’architetto

Rispondendo a una domanda su come il contesto storico influenzi la progettazione, Sullivan ha sottolineato che “il contesto storico e la memoria collettiva sono elementi fondamentali nella creazione di un nuovo stadio”. Ha spiegato come Wembley, pur essendo stato completamente ripensato, abbia mantenuto la sua identità originaria: l’introduzione del famoso arco, oggi simbolo del nuovo impianto, ha permesso di coniugare tradizione e modernità, rispettando il passato senza rinunciare a una forte presenza sullo skyline londinese. Allo stesso modo, per San Siro sarà essenziale non tradire l’eredità emotiva del Meazza, un luogo radicato nel cuore dei tifosi di entrambe le squadre.

Un altro tema chiave è la crescente attenzione all’adaptive reuse, ovvero la capacità degli stadi di trasformarsi e adattarsi nel tempo. Per Sullivan, rendere un impianto multifunzionale e capace di ospitare diversi eventi è un modo per garantirgli continuità e significato anche per le generazioni future.

Nuove tecnologie

Sullivan ha poi parlato dell’impatto delle nuove tecnologie, che stanno rivoluzionando il modo in cui si progetta uno stadio moderno. “L’AI e il cloud computing hanno trasformato l’analisi delle visuali”, spiega, evidenziando il passaggio da uno studio bidimensionale a uno tridimensionale, molto più accurato, che permette di ottimizzare flussi di pubblico, accessi e disposizione dei posti per creare un’atmosfera più coinvolgente.

Infine, ha ricordato come innovazioni quali tetti retrattili, campi mobili e soluzioni modulari stiano favorendo la nascita di stadi realmente polifunzionali, capaci di generare ricavi costanti e di essere vissuti dalla comunità durante tutto l’anno.

 

Seguici