Lorenzo Torriani, ancora una volta, è stato protagonista nella preseason con la prima squadra del Milan, mostrando riflessi e sicurezza da veterano. Tuttavia, come già accaduto in passato, il suo nome è rapidamente scomparso dai radar di Massimiliano Allegri, rimanendo ai margini del gruppo rossonero.
Nonostante la fiducia della dirigenza, che lo considera uno dei prospetti più interessanti del vivaio, Torriani vive una fase di stallo: troppo forte per la Serie D, ma ancora senza spazio concreto in prima squadra.
Maignan, una muraglia difficile da scalare
La presenza di Mike Maignan complica inevitabilmente la crescita del giovane portiere. Allegri, anche nelle partite di Coppa Italia contro Bari e Lecce, ha preferito schierare il francese, lasciando Torriani in panchina.
Una scelta comprensibile dal punto di vista tecnico, ma che rischia di frenare lo sviluppo di un talento in piena maturazione.
L’occasione mancata: il corteggiamento del Lione
Lo scorso anno il Lione aveva bussato alla porta del Milan per Torriani. Paulo Fonseca, che aveva potuto osservarlo da vicino nei suoi mesi in rossonero, lo voleva fortemente. L’offerta, stimata attorno ai 10 milioni di euro, non fu mai presa in considerazione: il Milan aveva appena blindato il giocatore con un rinnovo fino al 2030.
Un segnale chiaro di fiducia, ma anche una promessa non ancora mantenuta.
Il futuro tra prestito e permanenza
Con il contratto di Maignan in scadenza a fine stagione, la questione portieri è di nuovo un tema caldo a Milanello. L’arrivo di Pietro Terracciano come vice e la retrocessione di Torriani al Milan Futuro — dove ha disputato appena sei gare in Serie D — hanno alimentato il malumore del ragazzo.
La società riflette: trattenere Torriani come opzione interna o mandarlo in prestito per garantirgli continuità? Dopo gli errori dell’ultima estate, la seconda strada sembra oggi la più saggia.
Conclusione: un talento che chiede fiducia
Lorenzo Torriani rappresenta il futuro tra i pali del Milan, ma serve una decisione chiara. Continuare a lasciarlo ai margini significherebbe rischiare di perdere un talento che altri club, in Europa, hanno già imparato a stimare.
Il tempo, per un portiere, è prezioso — e il Milan non può permettersi di sprecarlo.




