Dopo una seduta fiume durata quasi 12 ore, iniziata ieri pomeriggio alle 16.30 e conclusasi stanotte alle 3.46, il Consiglio Comunale di Milano ha approvato la delibera per la vendita dello stadio “Giuseppe Meazza” e delle aree circostanti ad AC Milan e FC Internazionale. Un passaggio che segna un punto di svolta nella storia sportiva e urbanistica della città. La cifra è stata fissata dall’Agenzia delle Entrate a 197 milioni di euro, con un contributo di 22 milioni garantito da Palazzo Marino.
I numeri del voto
La votazione è stata tutt’altro che semplice. Alla fine, i voti favorevoli sono stati 24, contro 20 contrari e 2 astenuti. Decisiva l’astensione di Forza Italia, che ha abbassato la soglia necessaria per l’approvazione. Il capogruppo Marco Fumagalli (lista Sala) si è opposto, mentre Monica Romano (PD) ha confermato il proprio sì. Non sono mancati momenti di tensione, ma l’esito ha aperto la strada a un nuovo capitolo.
I prossimi passi
Ora si entra nella fase operativa. Il rogito dovrà essere firmato entro il 10 novembre, prima che scatti il vincolo sul secondo anello del Meazza. I club verseranno subito 73 milioni, mentre il resto sarà rateizzato e coperto da fideiussioni. Entro pochi mesi inizierà la fase di progettazione affidata agli studi Foster + Partners e Manica, già incaricati da Milan e Inter. La realizzazione del nuovo impianto dovrebbe partire nella prima metà del 2027, con l’inaugurazione attesa per il 2031, mentre la demolizione del 90% dell’attuale stadio avverrà tra il 2031 e il 2032.
Gli emendamenti approvati dal Consiglio hanno rafforzato il quadro di trasparenza e legalità: lavori e servizi dovranno essere affidati solo ad aziende iscritte nelle “white list” della Prefettura o soggette a controlli antimafia. Previsti inoltre 14 milioni di euro per progetti di sostenibilità ambientale, misure di accessibilità e inclusione, e un tetto massimo di 5 milioni per eventuali bonifiche nel Parco dei Capitani.
Nuova era?
Entusiasta Paolo Scaroni, presidente del Milan: “È stato un percorso lungo, che seguo da sette anni. Finalmente siamo arrivati a un successo che attendevo da tempo. Ora guardiamo al futuro: lo stadio sarà pronto entro il 2032, in tempo per ospitare gli Europei”. Sulla progettazione ha aggiunto: “Abbiamo scelto il meglio al mondo: Foster e Manica ci consegneranno uno stadio da 72mila posti, moderno, accessibile e all’avanguardia”.
Il progetto non riguarda solo lo sport. L’operazione avrà un impatto diretto sulla rigenerazione urbana del quartiere di San Siro, con investimenti sul verde, infrastrutture e viabilità. La vice-sindaco Anna Scavuzzo ha sottolineato l’importanza di “un percorso trasparente e condiviso con il territorio“. Ma la strada non è priva di ostacoli: ricorsi e opposizioni politiche sono attesi, e il cronoprogramma resta ambizioso.




