Sono passati più di sei anni da quando Rafael Leao è approdato al Milan dal Lille. All’epoca era un talento emergente, oggi è uno dei volti simbolo del club rossonero. In un’intervista rilasciata al podcast Say Less, l’attaccante portoghese ha raccontato i retroscena del suo trasferimento, svelando come sia stato a un passo dall’Inter prima della chiamata decisiva di Paolo Maldini.
“Il direttore sportivo del Lille voleva vendermi all’Inter, ma ho detto di no. Dopo qualche settimana è arrivato il Milan: quando Maldini mi ha videochiamato, non potevo rifiutare”, ha dichiarato Leao.
Perché ha scelto il Milan
Il richiamo della storia ha fatto la differenza. Leao ha spiegato che, da bambino, guardava campioni come Ronaldinho, Kakà, Seedorf e Ronaldo, figure leggendarie della tradizione rossonera. “Tra Milan e Inter, il Milan è cento volte più grande. Sette Champions League, solo il Real Madrid ne ha di più”, ha sottolineato.
Il fascino di San Siro e l’accoglienza dei tifosi hanno completato il quadro: “Ho capito quanto è grande questo club quando ho giocato la mia prima partita in casa, lo stadio era incredibile”.
Scudetto e MVP: l’ascesa di Leao
Il punto più alto della carriera di Leao al Milan resta la stagione 2021-22, culminata con la conquista dello Scudetto e il premio di MVP della Serie A. Un traguardo che ha consacrato il portoghese come uno dei migliori del campionato.
Negli anni successivi il suo rendimento è stato altalenante, ma con l’arrivo di Massimiliano Allegri e una volta recuperato dal problema al polpaccio, in molti si aspettano una nuova consacrazione del numero 10 rossonero.
Il primo derby e l’atmosfera unica di Milano
Parlando del suo primo derby, Leao ha raccontato l’emozione di vivere Milan-Inter: “Le strade erano bloccate, vedevi tutto rosso e blu, i tifosi applaudivano persino sull’autobus. È una partita che vale cento volte di più di qualsiasi altra”.
Il derby, ha aggiunto, non è solo una sfida di classifica, ma una questione di identità cittadina: “Durante la settimana che porta al derby devi essere super concentrato, perché per il resto della stagione si parlerà sempre di quella partita”.
L’orgoglio di vestire il rossonero
Oggi Leao è a quota oltre 200 presenze con la maglia del Milan, e continua a scrivere la sua storia. “È sempre la stessa gioia, ma con la responsabilità di fare bene. Quando andrò via, voglio che la gente ricordi quello che ho fatto qui. Sono orgoglioso e voglio fare ancora di più”.
Il suo percorso lo ha già consegnato alla storia recente del club e, come sottolinea la sua stessa ambizione, l’obiettivo è lasciare un segno duraturo accanto ai grandi che hanno indossato la maglia rossonera, da Paolo Maldini a Shevchenko, fino a Ibrahimović.

