La nuova avventura di Samuele Ricci al Milan non è partita nel migliore dei modi. Presentato come il pilastro da cui ripartire, il primo acquisto della gestione Allegri si è ritrovato presto ai margini. Dopo l’esordio convincente in Coppa Italia contro il Bari, il centrocampista ex Torino ha collezionato appena un quarto d’ora più recupero nella vittoria di Lecce, restando fuori dalle rotazioni nelle prime due giornate di campionato. Un avvio ben diverso dalle aspettative del classe 2001, arrivato per 23 milioni di euro con l’etichetta di nuovo regista rossonero.
Un mercato affollato a centrocampo
Il problema non è l’adattamento, anzi. In pre-season Ricci si era messo in evidenza per personalità e qualità, risultando tra i migliori. Ma l’estate del Milan ha portato un affollamento imprevisto in mediana. Prima Luka Modric, accolto con entusiasmo e subito padrone della cabina di regia; poi Adrien Rabiot, inseguito a lungo e infine strappato alla concorrenza, probabilmente subito titolare per caratteristiche ed esperienza. A questi si aggiungono Ardon Jashari (infortunati) e Fofana e Loftus-Cheek, già rodati e congeniali al gioco voluto da Allegri. In questo contesto, lo spazio per Ricci si è ridotto drasticamente.
Sulla carta Ricci era stato scelto per guidare il centrocampo rossonero, ma con Modric davanti nelle gerarchie il ruolo di regista è blindato. L’alternativa, quella di schierarlo mezzala, si scontra con la presenza di Rabiot e Jashari, senza contare l’abbondanza di soluzioni già disponibili. Così, il centrocampista italiano si ritrova in una sorta di “limbo tattico”, dove il talento è evidente ma non trova la giusta collocazione.
Le prospettive per il futuro
Il quadro, oggi, appare complicato. Tuttosport ha parlato di strada “già in salita”, sottolineando come Ricci debba farsi strada da solo, sfruttando al massimo le occasioni che Allegri deciderà di concedergli. Nonostante un solo impegno settimanale, con il Milan fuori dalle coppe, le rotazioni non sono così ampie da garantirgli minuti. Il rischio è di vedere rallentare non solo la crescita in rossonero, ma anche le sue prospettive in Nazionale, dove al momento è rimasto fuori dalle ultime convocazioni.
Per Ricci la sfida è chiara: trasformare questo avvio difficile in un’occasione per crescere e dimostrare maturità. A Milanello il giocatore lavora con calma e intensità, consapevole che il talento non basta senza la capacità di imporsi nelle gerarchie.




