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Vendere Musah a 30, comprare Fabbian a 15: i prossimi passi del Milan

Il Milan continua a muoversi sul mercato con una strategia tanto prudente quanto discutibile. Dopo i tentativi per Dusan Vlahovic e le manovre con la Juventus, i rossoneri puntano ora a rafforzare il centrocampo con l’acquisto di Giovanni Fabbian dal Bologna. Il talento classe 2003 è uno dei giovani più interessanti della Serie A, e il Milan lo ha messo nel mirino con un’offerta da 15 milioni di euro.

Italiano si oppone

Tuttavia, non si tratta di un’operazione semplice. Il Bologna non è intenzionato a privarsene facilmente: Vincenzo Italiano si è espresso chiaramente contro la cessione, ritenendo Fabbian un elemento fondamentale per la sua idea di gioco. Inoltre, i rossoblù non hanno ancora individuato un sostituto all’altezza, e perdere un titolare a pochi giorni dall’inizio della stagione complicherebbe ulteriormente i piani.

Fabbian vuole il Milan

C’è però un elemento che potrebbe sbloccare la trattativa: la volontà del giocatore. Fabbian ha già manifestato il suo interesse ad accettare la proposta del Milan, attratto dal progetto rossonero e dalla possibilità di compiere un salto di qualità in carriera. Un segnale importante, che potrebbe mettere pressione sul Bologna e aprire uno spiraglio.

Il problema, però, è sempre lo stesso: il Milan prima deve vendere. Il nome caldo in uscita è Yunus Musah, centrocampista statunitense arrivato solo un anno fa dal Valencia. Dopo una stagione altalenante, il club rossonero è pronto a sacrificarlo per finanziare nuovi innesti. L’Atalanta si è mossa con decisione, presentando un’offerta da 25 milioni di euro, mentre Igli Tare ne chiede 30. Le parti sono al lavoro, e un possibile accordo potrebbe essere raggiunto a 28 milioni, cifra che accontenterebbe tutti.

Ambizioni da metà classifica

Con l’uscita di Musah, il Milan avrebbe le risorse necessarie per andare su Fabbian, proseguendo con la consueta politica del “compra solo se vendi”. Anche in questo caso, il piano è chiaro: investire la metà del ricavato, puntando su giocatori con ingaggi sostenibili, intorno al milione e mezzo l’anno. È la stessa cifra offerta anche a Harder, altro nome monitorato dal club per rinforzare il reparto offensivo.

La linea della dirigenza, chiara ormai da tempo, è improntata alla sostenibilità economica, ma questa filosofia sta sollevando più di una perplessità tra tifosi e addetti ai lavori. Anche con Fabbian, un innesto interessante, il Milan dà l’ennesima dimostrazione di non voler (o poter) competere ai massimi livelli, ma di galleggiare in una zona grigia della classifica.

Con queste scelte, l’ottavo posto — come già accaduto recentemente — rischia di diventare più una certezza che un’eccezione.

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