Rabiot al Milan è un’operazione piuttosto semplice. La palla ora passa a Furlani che potrebbe porre dei limiti.
La vicenda Rabiot
Adrien Rabiot è fuori dal progetto del Marsiglia. In rapida successione c’è stato il litigio con il compagno di squadra Rowe. Poi la società li ha mesi entrambi fuori rosa e da lì è nato un acceso diverbio tra l’ex Juventus e De Zerbi.
E’ intervenuto Benatia, dirigente dei francesi, che ha comunicato che a Rabiot di trovarsi un’altra squadra prima della chiusura del mercato.
A questo punto subentra la madre-agente Veronique che oggi poco tempo prima ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport, poi ha contattato il Milan per sondare il terreno. Non è un segreto che Allegri vorrebbe portarlo in rossonero per costruire un centrocampo tecnico e muscolare allo stesso tempo. Le condizioni ci sarebbero tutte. Vediamo perché. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

Un’operazione interessante e non troppo complicata
Prima di tutto il giocatore si può liberare a parametro zero. Il contratto scade nel giugno del 2026, ma nei mesi scorsi il rinnovo annuale era arrivato per volontà del centrocampista e non è difficile pensare che, ad oggi, la risoluzione si possa ottenere facilmente. Inoltre, le richieste di ingaggio potrebbero essere ampiamente alla portata del Milan: sono lontani i tempi in cui Rabiot chiedeva 6 milioni netti a stagione. Con una cifra intorno ai 2.5/3 milioni l’affare si può chiudere.
Dal punto di vista tecnico Allegri è convinto delle qualità del ragazzo, allenato già ai tempi della Juventus. Rabiot porterebbe qualità e quantità in una squadra che sta facendo una trasformazione. Il mister rossonero vorrebbe aumentare i muscoli e non a caso ha ottenuto elementi come Jashari da affiancare ai vari Fofana e al recuperato Loftus-Cheek. Anche in attacco i profili di Hojlund e Vlahovic vanno in questa direzione. Anche a livello numerico non ci sarebbero particolari problemi perché Rabiot andrebbe a sostituire il partente Musah senza comportare esborsi economici per i rossoneri.




