Il Milan ha inaugurato la seconda era di Massimiliano Allegri con una vittoria in Coppa Italia contro il Bari. Il tecnico livornese, costretto in tribuna per la squalifica rimediata nella sua ultima finale con la Juventus, ha lasciato la panchina a Marco Landucci, assistendo allo spettacolo da spettatore privilegiato a San Siro.
Come sottolineato dal Corriere dello Sport, Allegri ha ripreso da dove aveva lasciato: 459 giorni fa con un successo in Coppa. Quella contro l’Atalanta fu la sua dodicesima vittoria da allenatore e l’ultimo trofeo conquistato con la Juventus.
Per approfondire la carriera dell’allenatore rossonero: Massimiliano Allegri su Wikipedia.
Esperimenti tattici e segnali positivi
Nonostante il Bari non fosse un avversario di prima fascia, le indicazioni arrivate dai sedicesimi di Coppa Italia sono state confortanti. Allegri sembra intenzionato a insistere sulla difesa a tre, con Tomori, Gabbia e Pavlovic. Entrambi i centrali laterali hanno mostrato buona solidità, con Tomori autore dell’assist per il gol di Leao.
A centrocampo la formula prevede un regista puro come Ricci, supportato dai box-to-box Loftus-Cheek e Fofana, capaci di garantire corsa e inserimenti. Davanti, Pulisic ha illuminato la manovra con giocate di qualità, mentre Leao, schierato da centravanti, ha risposto subito con il gol del vantaggio.
Il caso Leao e il ruolo del centravanti
Dopo la rete, Leao ha accusato un irrigidimento al polpaccio ed è stato sostituito da Gimenez, che ha interpretato con naturalezza il ruolo di attaccante. La domanda, inevitabile, resta aperta: se il Milan decidesse di puntare su un centravanti di peso come Hojlund o Vlahovic, quale sarebbe il futuro posizionamento del portoghese? Tornerà sulla fascia o formerà una coppia offensiva con il nuovo arrivo?
In base a queste scelte dipenderà anche il ruolo di Pulisic, già in ottima condizione: potrà agire da trequartista dietro le punte o mantenere la posizione sull’esterno.
Le prospettive in campionato
Allegri, ancora una volta, ha ottenuto ciò che voleva: una partita “responsabile”, con il Milan capace di aggredire l’avversario e chiudere i conti senza rischiare. Il test con il Bari non è stato probante, ma ha permesso di mettere in moto meccanismi tattici e valutare nuove soluzioni.
La stagione di Serie A, però, dirà molto di più. Per il Milan e per il suo nuovo-vecchio allenatore è solo l’inizio di un percorso che si annuncia tanto intrigante quanto impegnativo.

