La telenovela di mercato tra Ardon Jashari, il Milan e il Club Brugge è giunta a un bivio. Dopo settimane di contatti, offerte e ripensamenti, la situazione resta bloccata. Il centrocampista svizzero ha fatto sapere in più occasioni di voler vestire soltanto la maglia rossonera, rifiutando con fermezza le ricche proposte arrivate da club inglesi, tedeschi e persino arabi. Eppure, il Bruges continua a fare muro, alimentando una tensione sempre più palpabile.
Il nodo economico e la promessa non mantenuta
Il Milan si è spinto fino a un’offerta da 33,5 milioni di euro più bonus, superando quella soglia dei 32,5 milioni che – secondo fonti vicine al giocatore – il Bruges aveva inizialmente indicato come cifra sufficiente per liberarlo. Una promessa, però, mai onorata. Il club belga ha infatti deciso di irrigidire la propria posizione alla luce di interessamenti ben più onerosi: 40 milioni dal Regno Unito, una proposta concreta dal Bayer Leverkusen e, soprattutto, un’offerta da 45 milioni da parte del Neom, ambizioso progetto calcistico saudita. Cifre che fanno gola, ma che non spostano la volontà del giocatore.
Una convocazione che pesa
In questo clima teso, il Bruges ha comunque inserito Jashari nella lista UEFA per il terzo turno preliminare di Champions League contro il Salisburgo (andata il 6 agosto, ritorno il 12). Una mossa che sembra più strategica che tecnica, considerando che il centrocampista non è stato convocato per il campionato e ha ribadito la sua intenzione di non scendere più in campo con la maglia del Bruges. Il rischio per il club belga è quello di trattenere un giocatore demotivato, che si è ormai messo di traverso rispetto al progetto.
Il Milan attende, ma non rilancia
Da parte rossonera, la strategia è ora chiara: nessun ulteriore rilancio. La dirigenza milanista – con Furlani, Tare e Allegri in prima linea – ha fatto sapere che l’attuale offerta è l’ultima. Se non dovesse arrivare una svolta nei prossimi giorni, il Milan è pronto a virare su altri obiettivi: il nome più caldo è quello di Javi Guerra del Valencia, ma non è escluso che si prosegua con i centrocampisti già in rosa. In ogni caso, il Milan non si farà dettare tempi e condizioni da un club che finora ha giocato al rialzo senza voler realmente negoziare.
Allegri osserva, ma non forza
A raffreddare ulteriormente il clima ci ha pensato Giovanni Branchini, agente di Massimiliano Allegri, che a Sky ha dichiarato: “Non pensiate che Allegri dia le dimissioni se Jashari non arriva. È stato proposto e ha superato il vaglio, ma non è l’undicesimo che manca per giocare”. Parole che lasciano intendere come non tutti, nemmeno dentro al Milan, siano convinti dell’operazione, e che in fondo l’interesse per Jashari, pur concreto, non sia considerato imprescindibile.
Il conto alla rovescia
Con il match di Champions alle porte e il calciomercato che entra nel vivo, la trattativa per Ardon Jashari è arrivata al punto di non ritorno. Se il Bruges non deciderà di accontentare la volontà del giocatore e l’offerta del Milan, sarà addio definitivo. Il rischio per il club belga è di ritrovarsi con un elemento scontento e fuori dal progetto. Per il Milan, invece, si tratterebbe solo di voltare pagina, magari senza rimpianti.




