Cinque trofei conquistati, un’era segnata da intuizioni di mercato vincenti e una squadra competitiva costruita con risorse limitate: questo il lascito di Igli Tare alla Lazio. L’ex direttore sportivo biancoceleste, oggi in trattativa con il Milan, ha avuto un ruolo centrale nella crescita della squadra durante la gestione Lotito. Dei sei trofei vinti dal club sotto la sua guida, cinque portano il suo marchio. Ripercorriamo alcuni degli acquisti più significativi della sua gestione.
L’acquisto che ha cambiato tutto: Hernanes
Nel 2010, la Lazio si trovava in difficoltà dopo una stagione complicata. Tare scelse Hernanes, centrocampista brasiliano di grande talento, per rilanciare il progetto. Con 11 gol alla sua prima stagione, contribuì a trasformare la squadra, portandola a competere per un posto in Champions League. In quattro stagioni, il “Profeta” collezionò 156 presenze e 41 reti, prima di essere ceduto all’Inter per 18 milioni nel 2014.
⚽️ #GoalOfTheDay
📆 08.04.2013
👨🎨 @hernanes
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Il colpo a parametro zero: Miroslav Klose
Nell’estate del 2011, la Lazio compì una delle migliori sessioni di mercato della sua storia, portando in biancoceleste giocatori come Federico Marchetti, Djibril Cissé, Senad Lulic e soprattutto Miroslav Klose. Il tedesco, in cerca di continuità dopo l’esperienza al Bayern Monaco, scelse Roma grazie alla fiducia di Tare, che lo conosceva dai tempi del Kaiserslautern. Con 171 presenze e 63 gol, Klose divenne il miglior marcatore straniero della storia laziale (record poi superato da Milinkovic-Savic) e chiuse la carriera vincendo il Mondiale con la Germania nel 2014.
Senad Lulic, l’eroe del 26 maggio
Sconosciuto ai più, Senad Lulic fu una scommessa vinta da Tare. Arrivato dallo Young Boys, divenne un simbolo della Lazio, grazie soprattutto al gol decisivo nella finale di Coppa Italia del 2013 contro la Roma. Resterà per dieci anni nella Capitale, collezionando 371 presenze e 34 reti, indossando anche la fascia da capitano.
Antonio Candreva, da scommessa di Tare a pilastro
Quando Candreva arrivò alla Lazio, non tutti erano convinti delle sue capacità. Ma Tare lo difese e lo trasformò in una colonna della squadra. Il centrocampista ripagò la fiducia con 192 presenze e 45 gol, prima di essere ceduto all’Inter per 22 milioni di euro nel 2016.
⏳ #LazioEmpoli
📆 2015
💣 Antonio Candreva
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Felipe Anderson, talento coltivato con pazienza
Felipe Anderson arrivò alla Lazio nel 2013, dopo una trattativa complessa con il Santos. I suoi primi mesi furono difficili, ma Tare gli diede fiducia. Il brasiliano esplose e nel 2018 fu venduto al West Ham per 38 milioni, diventando l’affare più remunerativo fino a quel momento dell’era Lotito.
Stefan De Vrij, il colpo da maestro di Tare
Nel 2014, poco prima dei Mondiali, Tare anticipò tutti e acquistò Stefan De Vrij dal Feyenoord per appena 7 milioni. Il difensore olandese si rivelò uno dei migliori giocatori del torneo e attirò l’attenzione di top club europei, ma ormai la Lazio aveva già chiuso l’affare.
Grande partita, grande prestazione della squadra👏 Great game, great team performance💪 #LAZIOmilan #4-1 pic.twitter.com/QBlT3HxI3d
— Stefan de Vrij (@Stefandevrij) September 10, 2017
Sergej Milinkovic-Savic, il gioiello della Lazio
Scovato durante i Mondiali U20, Milinkovic-Savic era vicino alla Fiorentina, ma Tare sfruttò il suo ottimo rapporto con l’agente Kezman per portarlo alla Lazio. Il serbo è diventato uno dei migliori centrocampisti della Serie A, totalizzando 69 gol in 341 partite e diventando il miglior marcatore straniero della storia del club. Nel 2023 è stato ceduto all’Al-Hilal per 40 milioni di euro, nonostante la scadenza di contratto imminente.
Ciro Immobile, un’intuizione di Tare da oltre 200 gol
Dopo esperienze deludenti all’estero, Ciro Immobile voleva rilanciarsi in Italia. Tare non ebbe dubbi e nel 2016 lo portò alla Lazio per sostituire Klose. Il risultato? Immobile è diventato il miglior marcatore di sempre della Lazio con 207 gol in 340 partite, trascinando il club a importanti successi, come la Supercoppa Italiana del 2017 contro la Juventus.
Luis Alberto, dal rischio ritiro alla rinascita
Luis Alberto faticava a imporsi al Liverpool e aveva persino pensato di smettere con il calcio. Fu Tare a convincerlo a crederci ancora. Con Simone Inzaghi in panchina, lo spagnolo si trasformò in uno dei giocatori più eleganti e decisivi dell’era Lotito, con 52 gol in 307 partite.
Lucas Leiva, l’erede perfetto di Biglia
Quando Lucas Biglia lasciò la Lazio, serviva un sostituto all’altezza. Tare puntò su Lucas Leiva, che a Liverpool non aveva più spazio. Alla prima da titolare vinse subito la Supercoppa Italiana contro la Juventus nel 2017 e divenne rapidamente uno dei giocatori più amati dai tifosi per dedizione e leadership.
Lucas Leiva is in Rome ahead of a move to S.S. Lazio [📷: Lazio, IG] pic.twitter.com/UE7oDAF1uS
— B/R Football (@brfootball) July 16, 2017
Gli allenatori di Tare alla Lazio
La scelta del Milan di affidare, come sembra, il ruolo di direttore sportivo ad Igli Tare avrà ripercussioni ovviamente anche sulla nomina del prossimo allenatore. Già in passato il dirigente albanese ha dimostrato grande lungimiranza nella scelta dei tecnici puntando sull’allora inesperto tecnico della Primavera Simone Inzaghi, rimasto poi 5 stagioni in veste di allenatore della prima squadra.
Sempre Tare ha voluto puntare sul rilancio in A di Maurizio Sarri, reduce da esperienze difficili alla Juve e al Chelsea, riuscendo a portare la Lazio ad un clamoroso secondo posto in Serie A. Proprio il tecnico toscano potrebbe essere un nome caldeggiato anche per la panchina del Milan in estate.
Un altro nome scelto da Tare è stato quello di Stafano Pioli, vincitore dell’ultimo Scudetto del Milan. Il tecnico parmigiano veniva da una positiva esperienza al Bologna, ma è stato alla Lazio che ha trovato il primo grande trampolino di lancio.
Ad ogni modo Igli Tare ha lasciato un segno indelebile nella storia della Lazio, costruendo squadre competitive con intuizioni di mercato straordinarie. Ora il dirigente albanese è in trattativa con il Milan, pronto per una nuova sfida. Se i rossoneri cercano un esperto di talenti, il curriculum di Tare parla da solo.
