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Napoli ridimensionato, non basta uno scudetto ogni 30 anni per essere un club ‘europeo’

Napoli's Mexican forward Hirving Lozano (2ndL), Napoli's Norwegian defender Leo Ostigard (C) and teammates acknowledge the public at the end of the UEFA Champions League quarter-finals second leg football match between SSC Napoli and AC Milan on April 18, 2023 at the Diego-Maradona stadium in Naples. (Photo by Andreas SOLARO / AFP) (Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Il Napoli esce ridimensionato psicologicamente dalla doppia sfida con il Milan. La città, sempre molto esigente con la propria squadra, si è lasciata andare troppo presto a sogni di gloria, sminuendo il Milan

Il Napoli esce ridimensionato psicologicamente dalla doppia sfida con il Milan. Non tanto per il risultato (dopo tutto gli azzurri escono a testa alta), quanto piuttosto dall’eccessiva pressione e entusiasmo che ha scaricato l’ambiente.

La città, sempre molto esigente con la propria squadra, si è lasciata andare troppo presto a sogni di gloria, sminuendo il Milan e le difficoltà della Champions. A tal proposito, giusto per fare qualche esempio, si vedano le dichiarazioni dei giorni scorsi dei vari Chiariello, Del Genio e Fedele che avevano già parlato di biglietto per Istanbul e di triplete sfiorato.

In realtà certe dimensioni si acquisiscono anno dopo anno, con progetti di lunga durata e con molte delusioni da mettere in conto. Si pensi al Manchester City e al PSG che nell’ultima decade in Europa non hanno raccolto nulla nonostante investimenti miliardari ed elementi di primo livello. La vittoria del Milan da una parte abbassa i toni di un ambiente fin troppo esaltato per uno scudetto dopo una trentina d’anni, dall’altra servirà a Spalletti per far crescere di livello il proprio gruppo in vista della prossima stagione.

 

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