Il Napoli esce ridimensionato psicologicamente dalla doppia sfida con il Milan. La città, sempre molto esigente con la propria squadra, si è lasciata andare troppo presto a sogni di gloria, sminuendo il Milan
Il Napoli esce ridimensionato psicologicamente dalla doppia sfida con il Milan. Non tanto per il risultato (dopo tutto gli azzurri escono a testa alta), quanto piuttosto dall’eccessiva pressione e entusiasmo che ha scaricato l’ambiente.
La città, sempre molto esigente con la propria squadra, si è lasciata andare troppo presto a sogni di gloria, sminuendo il Milan e le difficoltà della Champions. A tal proposito, giusto per fare qualche esempio, si vedano le dichiarazioni dei giorni scorsi dei vari Chiariello, Del Genio e Fedele che avevano già parlato di biglietto per Istanbul e di triplete sfiorato.
In realtà certe dimensioni si acquisiscono anno dopo anno, con progetti di lunga durata e con molte delusioni da mettere in conto. Si pensi al Manchester City e al PSG che nell’ultima decade in Europa non hanno raccolto nulla nonostante investimenti miliardari ed elementi di primo livello. La vittoria del Milan da una parte abbassa i toni di un ambiente fin troppo esaltato per uno scudetto dopo una trentina d’anni, dall’altra servirà a Spalletti per far crescere di livello il proprio gruppo in vista della prossima stagione.

