Home » Dariusz Stalmach: il “fantasista” del futuro che sta sbancando in Primavera
stalmach

Dariusz Stalmach: il “fantasista” del futuro che sta sbancando in Primavera

Oggi abbiamo deciso di premiare l’ottima crescita di Dariusz Stalmach, centrocampista 17enne della Primavera del Milan allenata da Ignazio Abate

Al termine della gara vinta dal Milan Primavera nei quarti di finale di Youth League contro l’Atletico Madrid, Ignazio Abate ha deciso di parlare del collettivo senza soffermarsi sulle prestazioni individuali tra cui spicca a nostro avviso Stalmach, ecco perché. 

Ha segnato il gol che ha sbloccato la partita su cross di Bakoune al 13′ e si è distinto con ottimi fraseggi e giocate ad effetto nel ruolo di mezz’ala all’interno di un centrocampo a 3. Nonostante i 17 anni di età, Dariusz Stalmach aveva già assaporato nelle passate stagioni il calcio professionistico avendo collezionate tre presenze in gare ufficiali indossando la maglia del Gornik Zabrze in Polonia.

Il Milan per lui ha deciso di spendere un milione di euro, non una cifra da poco per un ragazzo così giovane, battendo la concorrenza di Juventus e Roma e guadagnandosi il soprannome a Milanello di Tonali polacco’

Tra le sue qualità spiccano sicuramente visione di gioco, passaggio in profondità, a cui si aggiunge un QI calcistico di alto livello e una comprensione dei movimenti e dello spazio già da veterano. 

Visione e passaggio

La più grande forza di Stalmach è senza dubbio la sua visione di gioco e il coraggio nel tentare la giocata: ha un occhio incredibile nel leggere le azioni e servire al meglio i propri compagni di squadra. 

Stalmach è anche abile nei movimenti senza palla: ha infatti una dote innata di attaccare la profondità e farsi trovare sempre i posizioni pericolose per segnare o mettere a segno un assist. Abile sia come mezzala che come trequartista, Stalmach ha dimostrato di poter destreggiarsi con qualità sia nel 4-3-3 di Abete che nel 4-2-3-1 di stampo ‘Pioliano’.

Nella clip qui sotto, Stalmach riceve la palla e grazie alla propria visione periferica intuisce il passaggio rapido più giusto per aggirare l’avversario e poi mettersi subito nelle condizioni di ricevere la palla per poi operare un passaggio filtrante che non riesce del tutto.

Grazie alla sua visione e comprensione attraverso la scansione del campo, usa anche le sue abilità quando pressa un giocatore che riceve la palla. Nella clip in basso lo juventino cerca di vedere i movimenti di Stalmach, ma nel momento in cui gira il polacco inizia il suo pressing a tutto ritmo.

Tranquillità da veterano

La qualità più evidente in Stalmach è senza dubbio l’abilità di non sentire la pressione, grazie a questa dote è infatti spesso lui l’uomo assoldato a prendersi maggiori responsabilità soprattutto nei momenti di difficoltà della squadra. Come si può notare nella clip, Stalmach si posiziona spesso in zona di luce quando i compagni sono sotto pressione al fine di liberarli dalla palla e al contempo trovare uno sbocco nuovo al gioco. 

Immediatezza nelle decisioni

Una dote non secondaria per Stalmach che, come si vede nel video, vede immediatamente Chaka Traore attaccare la profondità e lo serve con un preciso passaggio filtrante.

 

Accelerazione

Pur non dotato di una grande velocità, Stalmach, sa calibrare bene le proprie accelerazioni sfruttando il cambio di passo nelle situazioni di potenziale contropiede. Nella clip sottostante si libera di tre giocatori della Dinamo Zagabria giunti in pressing su di lui. 

Ma è negli spazi stretti che Dariusz Stalmach dà il meglio di sé. Nel video sottostante si può notare la sua facilità di dribbling contro tre/quattro giocatori molto fisici che riesce ugualmente a superare. 

Stalmach è anche relativamente bravo nei colpi di testa. Le qualità aeree non sono sicuramente le sue doti principali ma vince molti dei suoi duelli soprattutto sotto porta grazie alla sua abilità nell’anticipare i difensori avversari.

Nonostante il quadro ampiamente positivo, l’appena 17enne Stalmach ha ancora ampi margini di miglioramento a partire dalla sua seraficità, talvolta controproducente soprattutto nei momenti in cui il pressing avversario si fa asfissiante. L’altro punto da migliorare è la qualità della giocata, spesso ancora impreciso soprattutto nel momento di effettuare l’ultimo passaggio o il tiro in porta. 

Il principale punto di forza resta la visione di gioco combinata ad un alto QI calcistico che lo rende uno degli elementi di spicco della Primavera allenata da Ignazio Abate. 

 

Seguici