Rafaela Pimenta ora gestisce il giro d’affari che fino a pochi mesi era stato di Mino Raiola. In una lunga intervista per il Telegraph, l’avvocatessa brasiliana ha commentato la scomparsa del procuratore
Rafaela Pimenta ora gestisce il giro d’affari che fino a pochi mesi era stato di Mino Raiola. In una lunga intervista per il Telegraph, l’avvocatessa brasiliana ha commentato la scomparsa del procuratore:
“Dopo il suo funerale sono andata subito in ufficio perché non mi aspettavo che l’universo si fermasse. Forse avrei dovuto mettere in pausa la mia vita ma i giocatori, che lo amavano, avevano bisogno di essere rassicurati. C’erano tanti affari in ballo, non potevo andare a casa a piangere. Era desiderio di Raiola che i dettagli della sua malattia non trapelassero e non lo farò nemmeno ora”.
Sui colleghi: “Ci sono alcuni grandi agenti, che la gente definisce super-agenti: Jonathan Barnett, Jorge Mendes. Se dovessi parlare del supporto che ho ricevuto da loro, avrei bisogno di un giorno. Sono stati fantastici. Ero felice che volessero aiutarmi anche se non ne avevo bisogno. Ma è stato un gesto che ho apprezzato. Poi ci sono bravi agenti ma anche un mucchio di delinquenti, che hanno chiamato i giocatori subito dopo la morte di Raiola. Uno di loro chiamò Benítez il giorno stesso in cui Mino morì. Wanda, sua moglie, gli disse di vergognarsi. Prima che Mino morisse chiamarono Areola, migliaia di persone chiamavano Xavi Simons, Haaland e Pogba”.

