Un po’ da tutte le parti i pareri sembrano unanimi nell’affermare che il Milan sia stato penalizzato. Persino Mount, diretto interessato nell’azione del calcio di rigore, ha smentito la decisione arbitrale. Ma Pioli non cerca scuse
Un po’ da tutte le parti i pareri sembrano unanimi nell’affermare che il Milan sia stato penalizzato. Persino Mount, diretto interessato nell’azione del calcio di rigore, ha smentito la decisione arbitrale. I commenti si sono susseguiti in giornata, a partire ad esempio da Ravanelli ai microfoni di Mediaset:
“Decisione che ha sconvolto la partita e tutto. Per noi era importante vedere un Milan carico, poteva mettere in grossa difficoltà una squadra costruita con tanti giocatori forti e spendendo tantissimo. L’arbitro, però, ha rovinato tutto”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Massimo Orlando, intervistato da TMW: “Era rigore? No, rigore ed espulsione ti ammazza la partita. Che l’Italia conti meno in Europa lo si vede da anni”.
Le parole di Mount chiariscono meglio la questione: “Sono rimasto un po’ sorpreso al momento del rigore, perché avevo superato Tomori e ho provato a segnare. C’era il penalty? Forse sì, ma sono un giocatore onesto, volevo provare a segnare e Fik mi ha tirato un po’ indietro. Ma mi dispiace per lui e per quella decisione, non credo andasse espulso. È dura”.
Da segnalare però come Stefano Pioli non si sia aggrappato alle decisioni del direttore di gara per giustificare la sconfitta. Un atteggiamento in linea con la tradizione rossonera, sempre molto autocritica al di là delle decisioni arbitrali. A differenza di molte rivali.

