Il nuovo stadio di Milano è ormai un vero e proprio caso. Tra dichiarazioni a distanza, incomprensioni e rinvii, il problema ancora rimane. Ma potrebbe esserci un fattore all’Inter
Il nuovo stadio di Milano è ormai un vero e proprio caso. Tra dichiarazioni a distanza, incomprensioni e rinvii, il problema ancora rimane. Nel vortice sono finite le istituzioni, il Milan, l’Inter, il sindaco Sala, il Comune di Milano. Ora il potenziale cambio di proprietà tra Elliott Investcorp potrebbe cambiare ancora le regole del gioco.
I tentennamenti dell’Inter
Anche in casa Inter le idee potrebbero non essere ancora chiare. Questa è l’indiscrezione lanciata da Linus, che pensa che dietro ai rallentamenti possano esserci anche questioni di stato in Cina. Il fulcro del discorso sarebbe l’uso di capitale al di fuori del paese asiatico. I rallentamenti quindi sarebbero causati (anche) dalla famiglia Zhang, alle prese con eventuali investimenti in terra europea che il governo di Pechino potrebbe non prendere bene.
A Radio Deejay, al fianco di Caressa e Zazzaroni, Linus ha parlato del nuovo stadio di Milano e della società nerazzurra. Ecco le sue parole sulla nota emittente radiofonica:
“Il problema non è lo stadio, ma tutto ciò che c’è intorno allo stadio e gli interlocutori. A Milano si è costruito tantissimo e bene negli ultimi 10 anni, ma sullo stadio lo lasciano a metà strada. Perché? Perché il presidente cinese ha deciso che Zhang dell’Inter conti poco; le aziende cinesi sono tutte in mano allo stato e lo stato può decidere da un giorno all’altro che tu non esisti più. È difficile, dunque, interloquire con loro quando devi gestire denaro pubblico. D’altronde, nelle ultime settimane la parte che spingeva di più è stata quella milanista”.

