Non c’è ancora motivo per parlare di emergenza, ma per Gonçalo Ramos il momento merita attenzione. Il centravanti del Milan sta attraversando una fase in cui il suo contributo alla squadra è evidente soprattutto nel lavoro lontano dalla porta, mentre continua a mancare quello per cui è stato acquistato: i gol.
La fotografia più significativa arriva dalla sfida contro il Lecce. Ramos è stato il giocatore rossonero con più palloni recuperati, ben sette, ma non compare in nessuna delle statistiche relative ai tiri. Non ha calciato in porta, fuori, né ha visto una conclusione respinta.
Un dato particolarmente curioso se si considera che hanno trovato spazio nelle statistiche dei tiri anche giocatori come Koni De Winter, Strahinja Pavlovic, Pervis Estupinan, Adrien Rabiot, Christian Pulisic, Diego Moreira e Alexis Saelemaekers.
Il centravanti che corre, ma non tira
Il paradosso di Ramos è tutto qui. Il portoghese partecipa, corre, pressa e lavora per la squadra, ma troppo spesso si trova lontano dalla zona nella quale un centravanti dovrebbe essere maggiormente coinvolto.
Il suo contributo alla manovra è evidente e i numeri lo confermano. Contro il Lecce, però, la sua presenza nell’area avversaria è stata troppo limitata. E se difensori, centrocampisti ed esterni riescono a trovare la conclusione, diventa inevitabile chiedersi quando tornerà a farlo anche il numero 9.
La sua ultima rete risale alla sfida contro il Venezia. Da allora sono trascorse quattro partite, considerando anche l’impegno europeo, senza che Ramos sia riuscito a ritrovare la via del gol.
Dal Venezia in poi, i tiri sono diminuiti
Il dato sulle conclusioni racconta bene l’evoluzione del suo momento. Al debutto contro il Torino, Ramos aveva calciato cinque volte, con un tiro nello specchio, due conclusioni fuori e due respinte.
Contro il Venezia erano arrivati addirittura otto tiri, mentre nella trasferta contro la Juventus non aveva tentato alcuna conclusione. Contro la Lazio aveva calciato una volta, senza trovare lo specchio, mentre contro il Benfica erano arrivati tre tentativi, tutti fuori dalla porta.
Poi, contro il Lecce, ancora zero.
È soprattutto la continuità offensiva a rappresentare il problema. Ramos non sembra aver perso la volontà di lavorare per la squadra, ma deve tornare a occupare con maggiore frequenza le zone del campo dalle quali può concludere.
Solo il 9% dei tocchi nell’area avversaria
C’è un numero che più di altri aiuta a spiegare il problema: soltanto il 9% dei tocchi di Ramos avviene all’interno dell’area di rigore.
Il confronto con altri attaccanti rende ancora più evidente la situazione. Lautaro Martinez arriva al 20%, mentre Malen raggiunge il 29%. Ramos, quindi, partecipa molto alla costruzione e al lavoro senza palla, ma trascorre relativamente poco tempo nella zona in cui dovrebbe trasformare il gioco del Milan in occasioni da gol.
È proprio su questo aspetto che potrebbe concentrarsi il lavoro di Ruben Amorim. Il portoghese sembra avere fiducia nelle qualità del suo attaccante, ma la soluzione potrebbe essere anche tattica: avvicinare Ramos alla porta e fare in modo che riceva più palloni negli ultimi metri.
Un cross o un filtrante possono cambiare la situazione
Ramos potrebbe beneficiare di un servizio più diretto e preciso. Un passaggio filtrante ben calibrato o un cross potrebbero consentirgli di sfruttare maggiormente le proprie caratteristiche.
Amorim, infatti, ritiene che il centravanti abbia le qualità aeree necessarie per essere efficace anche quando viene seguito da vicino dai difensori. Per questo, aumentare la quantità di palloni giocabili nell’area potrebbe essere una delle chiavi per interrompere il digiuno.
Ma c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: la gestione delle energie.
Ramos è il giocatore che corre di più
Il portoghese è infatti uno degli attaccanti più impegnati nel lavoro senza palla. Nelle prime cinque giornate di campionato ha percorso complessivamente 57 chilometri, con una media di 11,5 chilometri a partita.
È il giocatore del Milan che ha corso di più e, considerando la Serie A, occupa l’ottavo posto nella classifica generale ed è addirittura il primo tra i centravanti.
Per avere un termine di paragone, Chukwueze, chiamato a coprire un’intera fascia, si ferma a 45 chilometri, mentre Musah, centrocampista abituato al lavoro di recupero, è a quota 42,6. Gli altri giocatori rossoneri restano tutti sotto i 42 chilometri.
Numeri che spiegano quanto Ramos stia spendendo per il collettivo, ma che allo stesso tempo pongono una domanda: quanto può essere lucido sotto porta un centravanti chiamato a coprire una porzione così ampia del campo?
Ora Portogallo, poi tre occasioni in Serie A
Il digiuno è proseguito anche con la nazionale portoghese. Ramos è partito dalla panchina contro il Galles, entrando poi al posto di Cristiano Ronaldo. Per lui ci saranno quindi altre occasioni con il Portogallo contro Norvegia, Danimarca e nuovamente Norvegia.
Poi sarà nuovamente tempo di Milan. Alla ripresa del campionato arriveranno Sassuolo, Atalanta e Udinese, tre squadre che, secondo i dati riportati nel contesto, sono tra quelle che concedono più tiri nello specchio in Serie A.
Potrebbero dunque esserci le condizioni per tornare a vedere Ramos più spesso vicino alla porta.
Il Milan aspetta il vero Ramos
Il rendimento del portoghese resta quindi difficile da leggere attraverso il solo dato dei gol. Il suo lavoro per la squadra è importante e i numeri relativi a recuperi e chilometri percorsi lo dimostrano.
Allo stesso tempo, però, un attaccante arrivato al Milan con un investimento superiore ai 70 milioni di euro deve inevitabilmente essere giudicato anche per la capacità di incidere nell’area avversaria.
Ramos ha già dimostrato di poter essere coinvolto nella manovra e di poter sostenere il pressing e il lavoro difensivo richiesto da Amorim. Adesso serve il passaggio successivo: tornare a tirare e, soprattutto, tornare a segnare.
Amorim continua a credere che i gol arriveranno. Per Ramos, le prossime partite saranno l’occasione per trasformare questa fiducia in numeri.




