Il passaggio da Massimiliano Allegri a Ruben Amorim non ha rappresentato soltanto un cambio in panchina per il Milan. L’arrivo dell’allenatore portoghese ha portato con sé una trasformazione profonda dell’identità tattica rossonera, soprattutto per quanto riguarda altezza della linea difensiva e intensità del pressing.
Alla vigilia della nuova stagione era già stato ipotizzato un possibile cambio di rotta molto netto nello stile di gioco. Una previsione che, almeno nelle prime indicazioni statistiche, sembra trovare conferme concrete sul campo.
Dalla linea bassa di Allegri alla difesa alta di Amorim
Nella scorsa stagione il Milan aveva fatto spesso ricorso a una linea difensiva piuttosto bassa, accompagnata da un atteggiamento non particolarmente aggressivo in fase di pressione. Una scelta coerente con una delle caratteristiche tradizionalmente associate alle squadre di Allegri: maggiore attenzione alla compattezza e alla gestione degli spazi, piuttosto che alla ricerca sistematica del recupero palla nella metà campo avversaria.
Con Amorim, invece, l’impostazione è cambiata sensibilmente. Il tecnico portoghese vuole una squadra capace di difendere molto più lontano dalla propria porta, mantenendo la linea il più possibile alta rispetto alla posizione di Mike Maignan.
Il principio è chiaro: ridurre lo spazio a disposizione degli avversari e provare a recuperare il pallone già nelle zone avanzate del campo.
Il pressing è diventato una caratteristica del nuovo Milan
La differenza non riguarda soltanto la posizione della difesa. Il nuovo Milan sta cercando di aumentare anche l’intensità della pressione sugli avversari, con l’obiettivo di rendere più difficile la costruzione dal basso.
A fotografare questo cambiamento ci sono i dati relativi al PPDA, acronimo di Passes Per Defensive Action, una delle metriche più utilizzate per valutare l’intensità del pressing di una squadra.
Il dato indica, in sostanza, quanti passaggi vengono concessi agli avversari prima che la squadra in fase difensiva compia un’azione di pressione. Più basso è il valore, maggiore è l’intensità del pressing.
Milan quinto in Italia per PPDA
Secondo i dati riportati dal Corriere dello Sport e ripresi da MilanPress, il Milan di Amorim presenta attualmente un PPDA di 11,25, un dato che colloca i rossoneri al quinto posto in Italia in questo parametro.
Davanti al Milan ci sono:
- Roma: 8,54
- Frosinone: 8,55
- Venezia: 10,77
- Como: 11,08
- Milan: 11,25
Subito alle spalle dei rossoneri si trova invece l’Inter, con un PPDA di 11,26.
Il dato non descrive da solo l’intero sistema tattico di una squadra, ma rappresenta un indicatore significativo della maggiore propensione del Milan a esercitare pressione rispetto a quanto fatto nella passata stagione.
Una trasformazione che va oltre il modulo
Il cambiamento introdotto da Amorim, quindi, non si limita alla disposizione dei giocatori sul terreno di gioco. La vera novità riguarda soprattutto i principi con cui il Milan interpreta le due fasi.
Una linea difensiva più alta richiede infatti maggiore aggressività collettiva e coordinamento tra i reparti. Quando la squadra porta pressione in avanti, difesa, centrocampo e attacco devono muoversi in modo più sincronizzato per evitare di concedere spazi alle spalle della prima pressione.
È proprio questo uno degli aspetti che distingue maggiormente l’approccio del nuovo tecnico da quello visto nella precedente gestione.
I numeri confermano il cambio di rotta
Se prima dell’inizio della stagione il passaggio da Allegri ad Amorim poteva essere descritto come una possibile rivoluzione tattica, i primi dati offrono già un elemento concreto per misurare la trasformazione.
Il PPDA di 11,25 inserisce infatti il Milan tra le squadre italiane che concedono meno passaggi prima di intervenire in pressione. Parallelamente, l’indicazione di una linea difensiva più alta conferma la volontà di Amorim di portare il baricentro della squadra lontano dalla propria area.
Il Milan, dunque, sta cercando di costruire una nuova identità: più alto, più aggressivo e più orientato al recupero del pallone nella metà campo avversaria. Un cambio di rotta netto rispetto alla stagione precedente e uno dei primi segnali tangibili della rivoluzione targata Ruben Amorim.




