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Milan, la vittoria col Lecce cambia tutto: Amorim riparte da nuove certezze

Il Milan si affaccia alla pausa per le nazionali con un umore completamente diverso rispetto a pochi giorni fa. Il netto 3-0 rifilato al Lecce ha restituito fiducia all’ambiente rossonero e, soprattutto, ha permesso a Ruben Amorim di allontanare almeno momentaneamente le discussioni nate dopo la sconfitta europea contro il Benfica.

Il successo di San Siro non rappresenta soltanto una vittoria larga nel punteggio. Per il tecnico portoghese, la sfida contro la squadra di Eusebio Di Francesco ha offerto indicazioni importanti sul piano tattico e nelle scelte degli uomini. Il Milan è apparso più fluido, aggressivo e imprevedibile, mostrando un’identità che nelle precedenti uscite era sembrata ancora da definire.

Resta naturalmente da capire se si sia trattato di una svolta vera o di una singola prestazione. Ma Amorim può sfruttare le prossime settimane per lavorare sulle certezze emerse e costruire il Milan del dopo-sosta.

Pulisic torna titolare e cambia il volto del Milan

La principale indicazione arrivata da San Siro riguarda Christian Pulisic. Alla sua prima partita da titolare, l’americano ha immediatamente ricordato quanto possa essere importante per il sistema offensivo rossonero.

Il suo gol ha sintetizzato perfettamente le sue caratteristiche: inserimento nello spazio, controllo di qualità sul lungo lancio di Strahinja Pavlovic e conclusione rapida prima dell’uscita di Falcone. Un’azione che mette in evidenza una delle qualità che sembrano mancare agli altri trequartisti a disposizione di Amorim: la capacità di attaccare la profondità con continuità e tempi d’inserimento particolarmente efficaci.

Il gol ha inoltre interrotto un digiuno che durava da 266 giorni, ma la prestazione dell’americano ha mostrato che il suo contributo non può essere misurato soltanto attraverso le reti.

Pulisic, non solo gol: l’arma dell’imprevedibilità

Pulisic ha infatti inciso anche nella costruzione delle azioni offensive. Un esempio significativo è arrivato in occasione del gol di Adrien Rabiot, quando l’americano ha servito il francese con un pregevole tocco di prima intenzione.

È proprio questa varietà di soluzioni a rendere Pulisic particolarmente prezioso per Amorim: può attaccare la linea difensiva, combinare con i compagni, giocare tra le linee e creare situazioni imprevedibili.

La prestazione contro il Lecce sembra quindi aver fornito all’allenatore una certezza importante per le prossime settimane. Al netto della necessaria gestione delle energie e delle rotazioni, immaginare il Milan senza Pulisic appare oggi molto più complicato.

Amorim sorprende: il 3-4-2-1 non è più un dogma

L’altra grande novità riguarda il sistema di gioco. Amorim ha costruito buona parte della propria identità sul 3-4-2-1, ma contro il Lecce ha dimostrato di essere disposto a modificarla in funzione della partita.

In alcune fasi il Milan si è infatti disposto con una linea difensiva a quattro, con Mario Gila spostato sulla destra e Pervis Estupinan arretrato sulla sinistra. Una variazione che ha contribuito a modificare gli equilibri della squadra e ha permesso a Samuel Chukwueze di agire più avanti.

La flessibilità tattica rappresenta forse l’indicazione più interessante della serata. Amorim sembra aver compreso che una filosofia di gioco precisa non deve necessariamente tradursi in un sistema immutabile.

Rabiot torna a centrocampo e ritrova il gol

Anche le scelte sui singoli hanno avuto un peso significativo. Adrien Rabiot è tornato a occupare una posizione più naturale in mezzo al campo dopo essere stato utilizzato anche sulla trequarti.

Il francese ha risposto con una prestazione importante e con il suo primo gol stagionale a San Siro. La sua duttilità resta una delle risorse più preziose della rosa: Rabiot può essere impiegato in zone differenti del campo, ma contro il Lecce ha dimostrato quanto possa incidere quando viene riportato nel cuore del gioco.

Al suo fianco, inoltre, la presenza di Luka Modric offre al Milan un riferimento di grande esperienza soprattutto nelle partite in cui la squadra riesce a imporre il proprio ritmo e a controllare il possesso.

Moreira, l’ultima carta da scoprire

Tra le indicazioni emerse dalla vittoria c’è anche Diego Moreira. L’attaccante portoghese ha segnato tre gol negli ultimi 66 minuti giocati, numeri che raccontano l’impatto avuto entrando dalla panchina.

Finora Amorim lo ha utilizzato prevalentemente come arma a partita in corso. Il rendimento mostrato negli spezzoni disputati potrebbe però aprire una riflessione in vista del futuro.

La pausa per le nazionali arriva quindi in un momento utile anche per valutare come sfruttare al meglio una risorsa offensiva che ha già dimostrato di poter incidere.

Tre settimane per costruire il nuovo Milan

Il 3-0 al Lecce non cancella le difficoltà delle settimane precedenti e non permette ancora di stabilire quale sarà il vero volto del Milan di Amorim. Offre però al tecnico portoghese qualcosa di altrettanto importante: tempo e nuove certezze.

Pulisic ha ritrovato il campo da titolare e ha subito lasciato il segno, Rabiot è tornato a centrocampo trovando anche il gol, Moreira continua a dimostrare di poter essere un’arma offensiva e, soprattutto, Amorim ha mostrato una maggiore disponibilità a modificare il sistema in funzione delle esigenze della partita.

Ora toccherà al tecnico trasformare queste indicazioni in un modello stabile. La pausa per le nazionali gli concede circa tre settimane per farlo. Al rientro, il Milan dovrà dimostrare se quella contro il Lecce è stata soltanto una serata particolarmente riuscita oppure il primo passo verso una squadra finalmente riconoscibile.

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