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Le novità tattiche di Amorim che potrebbero cambiare il Milan

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 20: Christian Pulisic of AC Milan celebrates scoring his team’s first goal with teammate Koni De Winter during the Serie A match between AC Milan and US Lecce at Stadio Giuseppe Meazza on September 20, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Il tecnico portoghese, finito sul banco degli imputati dopo le ultime opache uscite europee, ha dimostrato contro i salentini un’elasticità mentale, ridisegnando il suo Milan attraverso correttivi strutturali che hanno finalmente fatto collimare compiti e caratteristiche dei singoli.

Difesa rielaborata

La vera svolta è arrivata nei dettagli posizionali, a partire da una retroguardia che ha beneficiato enormemente dello spostamento di Mario Gila come esterno destro della linea difensiva. Questa solidità arretrata ha liberato la catena di destra, dove Samuel Chukwueze ha disputato una delle sue migliori prove stagionali.
Il nigeriano non è rimasto pigramente isolato sulla linea laterale, ma ha seguito alla lettera la consegna di tagliare costantemente dentro il campo, aprendo corsie di inserimento letali e mandando in totale confusione i radar della difesa pugliese.

Rabiot perno fondamentale

A centrocampo, invece, la chiave di volta è stata l’intesa strategica tra muscoli e cervello. Consapevole della pressione asfissiante che avrebbe subito Luka Modric, Amorim ha chiesto ad Adrien Rabiot un lavoro di enorme sacrificio e intelligenza: il francese si è abbassato sistematicamente fino alla linea dei difensori centrali per prendere in consegna il primo possesso.
Questa sponda arretrata ha regalato il massimo respiro a Modric, permettendo al croato di giocare a testa alta e governare i ritmi della manovra con la consueta, intatta lucidità.

Inserimenti di qualità

Se la struttura ha retto, la scintilla decisiva è arrivata dai singoli. Il rientro di Christian Pulisic ha ricordato a tutti perché l’americano sia l’elemento più imprescindibile di questa rosa. Ha sbloccato la partita segnando il gol del vantaggio e ha continuato a seminare il panico per tutto il match.
Nella ripresa, infine, Amorim ha cambiato pelle a Diego Moreira. Invece di confinarlo nel logorio della fascia sinistra, il tecnico lo ha accentrato nel ruolo di trequartista puro. Una metamorfosi azzeccatissima: Moreira ha trovato lo spazio vitale per attaccare l’area centralmente e, non a caso, ha firmato la rete del definitivo 3-0.
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