L’Europa League non è un obiettivo realistico per il Milan, che fatica in casa contro un Benfica arrivato terzo nel campionato portoghese.
Vincere l’Europa League non è un obiettivo
Se c’è qualcuno che ancora recrimina per quel punto mancante che ha impedito al Milan di andare in Champions Leauge…forse si dovrà mettere l’anima in pace. Perché questo Milan, costruito con tante lacune e disattenzione nel corso degli ultimi anni, non ha il calibro per giocarsela nella massima competizione europea. Il Benfica, che nella scorsa stagione ha deluso in Portogallo conquistando solo un terzo posto alle spalle di Porto e Sporting Lisbona, è riuscito a dominare la partita a Milano con personalità e tecnica superiore.
I rossoneri non hanno visto palla per 90 minuti e non si sono resi praticamente mai pericolosi se non un tiro debole di Pulisic nel finale di gara. Sudakov e Lukebakio, giocatori con un passato nello Shaktar e nel Siviglia, sono sgusciati facilmente tra le linee difensive milanista.
Come previsto, De Winter e soci non sono stati all’latezza del palcoscenico europeo. Stesso discorsi per l’acquisto improvvisato Hutchinson, di certo non il trequartista chiesto da Amorim a Cardinale in estate. Segnali preoccupanti anche da Jashari e Ramos, tra i peggiori in campo, che almeno sulla carta dovrebbero rappresentare il futuro del gruppo per età e investimento economico. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

Le colpe di Amorim
Amorim è forse però il peggiore della serata. Non solo per aver sottovalutato l’impegno, schierando Terracciano, Hutchinson e Bartesaghi dal primo minuto, ma anche per aver accettato in silenzio le decisioni di Cardinale di non acquistare regista difensivo, terzino destro, trequartista di livello e riserva di Ramos.
Sicuramente il calendario europeo sorride al Milan e le avversarie dei prossimi turni avranno un livello tecnico inferiore al Benfica. Ma sembra chiaro che persino l’Europa League non può essere un obiettivo realistico di questa stagione.




