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Gattuso sfida il Milan: “La Lazio ha una mentalità precisa”

Gennaro Gattuso non è uno che si lascia andare facilmente all’entusiasmo. Eppure, guardando l’inizio di stagione della sua Lazio, qualche motivo per essere soddisfatto c’è. Le Aquile hanno infatti conquistato tre vittorie nelle prime tre giornate di Serie A, riuscendo a reagire nel migliore dei modi a un’estate tutt’altro che semplice.

Il percorso era iniziato nel peggiore dei modi con l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Mantova, vittorioso per 2-0 in uno Stadio Olimpico vuoto a causa delle proteste dei tifosi. Una serata difficile, che sembrava poter complicare ulteriormente il lavoro del nuovo allenatore.

La reazione, invece, è stata immediata. La Lazio ha superato il Bologna in trasferta per 1-0, ha battuto il Genoa con lo stesso risultato e poi ha rimontato l’Udinese, imponendosi per 2-1. Un filotto che permette a Gattuso di presentarsi alla sfida contro il Milan in testa alla classifica, a pari punti con le altre squadre al vertice.

“Nulla è cambiato dalla sconfitta contro il Mantova”

Intervistato da DAZN, Gattuso ha però scelto di non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo. Per il tecnico, le tre vittorie non cambiano la natura del percorso intrapreso in estate.

“Fin dall’inizio ho parlato di indossare il casco e di tanto duro lavoro, e continueremo su questa strada.”

Gattuso considera anche la sconfitta contro il Mantova parte integrante del processo di costruzione della nuova Lazio.

“Nulla è cambiato dalla sconfitta contro il Mantova; è un percorso.”

Una mentalità che rispecchia perfettamente il personaggio. Il tecnico non vuole che i risultati iniziali modifichino il modo di lavorare della squadra e preferisce concentrarsi sulla costruzione di un’identità precisa.

L’obiettivo non è la classifica, ma la mentalità

In molti hanno già iniziato a chiedere a Gattuso dove possa arrivare questa Lazio. La risposta dell’allenatore, però, è stata ancora una volta prudente.

Il traguardo non è fissato in una posizione specifica della classifica. Prima viene la costruzione di un ambiente positivo a Formello e di una mentalità condivisa da tutta la squadra.

“Non si tratta di quanto lontano può arrivare, ma di creare un’atmosfera positiva a Formello e una mentalità che sappia dove vogliamo arrivare.”

Gattuso non vuole quindi fare proclami dopo appena tre giornate. La priorità è fare in modo che la Lazio sappia sempre come affrontare le difficoltà e continui a credere nel lavoro svolto.

La rivoluzione tattica dopo Sarri

Una delle sfide più importanti per Gattuso è stata cambiare rapidamente il modo di giocare della Lazio. La squadra proveniva dall’esperienza di Maurizio Sarri, allenatore con principi molto riconoscibili.

Il nuovo tecnico non ha voluto semplicemente apportare qualche modifica, ma impostare un calcio differente.

“Abbiamo cambiato molto. L’anno scorso avevamo un maestro come Sarri che faceva certe cose.”

Gattuso ha spiegato che lo smantellamento di alcuni meccanismi non nasce dalla convinzione che il precedente sistema non funzionasse, ma dalla necessità di adattare la squadra alla sua idea di calcio.

Il progetto prevede una Lazio più aggressiva e fisica, capace di giocare con maggiore intensità e di imporre il proprio ritmo.

Lazio, Gattuso chiede più incisività in attacco

Se le prime tre giornate hanno portato nove punti, Gattuso sa perfettamente che ci sono ancora margini di miglioramento. In particolare, il tecnico ha individuato una zona del campo nella quale la squadra deve crescere: gli ultimi metri.

“In attacco dobbiamo migliorare negli ultimi 20-25 metri.”

La Lazio ha creato opportunità, ma deve diventare più efficace quando arriva nelle zone decisive del campo. Per Gattuso, non è un problema che riguarda soltanto gli attaccanti: tutti i giocatori coinvolti nella fase offensiva devono contribuire.

I numeri delle prime partite hanno già evidenziato questa necessità. Il lavoro, quindi, non si ferma nonostante il percorso netto in campionato.

Gudmundsson è la nuova arma offensiva

Tra le novità a disposizione dell’allenatore c’è anche Gudmundsson. L’islandese è arrivato in una squadra che ha perso Dia, giocatore particolarmente importante nel collegare il gioco e capace di dare il proprio contributo anche in fase difensiva.

Gattuso non ha ancora deciso quale sarà la posizione ideale per il nuovo arrivato.

“Può giocare come falso nove, come ala… Dovremo entrare nella sua testa per capire dove può essere utile.”

La sua duttilità potrebbe quindi offrire diverse soluzioni alla Lazio, soprattutto in un reparto nel quale Gattuso vuole aumentare la qualità e l’efficacia negli ultimi 20-25 metri.

Olimpico vuoto, Gattuso: “Il calcio senza tifosi non è calcio”

C’è poi un tema che va oltre il campo: quello dello Stadio Olimpico senza tifosi. Gattuso ha vissuto direttamente una situazione simile ai tempi del Napoli, durante la pandemia, e non nasconde quanto sia difficile accettarla.

“Vedere uno Stadio Olimpico pieno è un mio sogno.”

Il tecnico ha ricordato l’impatto surreale di scendere in campo davanti a uno stadio completamente vuoto e ha ribadito quanto la presenza del pubblico sia parte integrante dello sport.

“Il calcio senza tifosi non è calcio.”

Gattuso comprende le ragioni della protesta dei sostenitori biancocelesti e non intende entrare nel merito della loro decisione. Ha però espresso la speranza che la situazione possa risolversi e che un giorno possa vedere nuovamente l’Olimpico pieno.

Gattuso ritrova il Milan da avversario

La sfida contro il Milan rappresenta inevitabilmente una partita particolare per Gattuso. Il tecnico torna infatti ad affrontare il club nel quale ha costruito una parte fondamentale della propria carriera da calciatore.

Questa volta, però, non ci sarà spazio per i ricordi. La Lazio arriva alla sfida con tre vittorie consecutive e con la possibilità di confermare quanto di buono mostrato finora.

Gattuso, come sempre, predica prudenza. La classifica non lo interessa ancora, così come non vuole dimenticare la sconfitta contro il Mantova.

Il suo messaggio è semplice: la Lazio è sulla strada giusta, ma il percorso è appena iniziato. E contro il Milan dovrà dimostrare che le tre vittorie non sono state soltanto un buon avvio, ma il primo risultato concreto della nuova identità costruita dal tecnico.

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