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Conceição torna sul Milan: “L’allenatore non era il problema”

Sergio Conceição è tornato a parlare della sua esperienza al Milan e lo ha fatto senza nascondere il giudizio negativo sul rendimento della squadra, ma anche prendendo le distanze dall’idea che i problemi della stagione 2024-25 fossero riconducibili esclusivamente all’allenatore.

Il portoghese era arrivato sulla panchina rossonera a metà stagione, raccogliendo l’eredità del connazionale Paulo Fonseca, esonerato prima della fine dell’anno solare. L’inizio era stato promettente: pochi giorni dopo il suo arrivo, Conceição aveva guidato il Milan alla conquista della Supercoppa Italiana.

Da quel momento, però, il percorso aveva progressivamente perso slancio. La stagione si era conclusa senza la qualificazione alle competizioni europee, con l’ottavo posto in campionato e la sconfitta per 1-0 contro il Bologna nella finale di Coppa Italia.

“Le cose non sono andate molto bene”

Intervistato da DAZN, Conceição ha riconosciuto che i suoi sei mesi al Milan non sono stati all’altezza delle aspettative.

“Ho trascorso sei mesi al Milan e le cose non sono andate molto bene.”

L’ex allenatore del Porto ha però voluto ricordare anche quanto ottenuto nel breve periodo a disposizione. La Supercoppa Italiana è arrivata praticamente subito, mentre il Milan è riuscito anche a raggiungere la finale di Coppa Italia.

“Abbiamo vinto una Supercoppa e raggiunto la finale di Coppa Italia.”

Un bilancio che Conceição considera quindi più complesso rispetto alla semplice valutazione dei risultati in campionato.

Conceição: “L’allenatore non era il problema principale”

Il passaggio più interessante dell’intervista riguarda però le responsabilità per il fallimento della stagione.

Conceição non ha negato le proprie colpe e ha chiarito di non volerle evitare. Allo stesso tempo, ha sottolineato come gli eventi successivi abbiano dimostrato che il problema del Milan non fosse esclusivamente rappresentato dall’allenatore.

“Ovviamente, la colpa era mia e non voglio sottrarmi alle mie responsabilità.”

Subito dopo, però, il portoghese ha allargato il discorso alla situazione complessiva del club, sostenendo che gli sviluppi successivi abbiano evidenziato l’esistenza di problematiche più profonde.

Il riferimento è anche alla gestione successiva della società e della squadra, con l’esonero di Massimiliano Allegri e cambiamenti ai vertici del club.

Dal trionfo in Supercoppa alla stagione da dimenticare

La parabola di Conceição al Milan è stata particolarmente breve ma intensa. Il tecnico era arrivato con l’obiettivo di raddrizzare una stagione già complicata dopo l’esonero di Fonseca.

La vittoria della Supercoppa Italiana sembrava aver dato immediatamente una nuova direzione alla squadra. Il Milan aveva superato l’Inter in finale, conquistando un trofeo che aveva alimentato le speranze di una svolta.

Nei mesi successivi, però, la squadra non è riuscita a mantenere quella continuità. Il campionato si è trasformato in una rincorsa senza successo e il piazzamento finale ha escluso il Milan dall’Europa.

Anche la Coppa Italia si è conclusa nel modo peggiore, con la sconfitta contro il Bologna all’Olimpico. Quella partita ha di fatto sancito la fine dell’avventura di Conceição sulla panchina rossonera.

Un messaggio per Amorim

Nella parte finale dell’intervista, Conceição ha dedicato parole di incoraggiamento a Ruben Amorim, oggi chiamato a guidare il Milan in una nuova fase.

I due allenatori si sono affrontati diverse volte nel calcio portoghese e Conceição conosce bene le difficoltà che attendono il connazionale in un ambiente come quello rossonero.

“Voglio mandare un abbraccio a Ruben. Gli auguro buona fortuna per questa nuova avventura, che non è affatto facile.”

Un avvertimento che arriva da chi ha vissuto in prima persona la pressione di San Siro e di un club abituato a misurarsi continuamente con il proprio passato.

“Al Milan pensano che devi vincere Champions o campionato”

È proprio la pressione dell’ambiente uno degli aspetti sui quali Conceição ha voluto mettere in guardia Amorim.

Secondo l’ex allenatore rossonero, all’interno del Milan le aspettative sono altissime e spesso non tengono conto della complessità del percorso necessario per tornare stabilmente ai vertici.

“La gente pensa che tu debba vincere la Champions League o il campionato ogni anno.”

Una frase che si collega anche alle parole pronunciate dallo stesso Amorim sulla necessità di avere tempo per costruire un progetto vincente. Il tecnico portoghese ha infatti sottolineato più volte quanto sia complicato riportare una squadra ai massimi livelli con continuità.

Conceição sembra quindi condividere almeno in parte questa lettura: il Milan ha bisogno di risultati, ma anche di un contesto che permetta all’allenatore di lavorare.

Sei mesi, una coppa e molte domande

Il bilancio dell’esperienza di Conceição resta inevitabilmente controverso. Da una parte c’è un trofeo conquistato pochi giorni dopo il suo arrivo e una finale di Coppa Italia raggiunta. Dall’altra, un ottavo posto in Serie A e l’addio senza qualificazione europea.

Le sue ultime dichiarazioni sembrano però voler lasciare un messaggio preciso: Conceição si assume la propria parte di responsabilità, ma non accetta che il fallimento del Milan 2024-25 venga attribuito soltanto a lui.

Ora la storia è passata nelle mani di Amorim. E il consiglio del suo connazionale è anche un avvertimento: a Milanello non basterà soltanto vincere, perché la pressione per farlo sarà presente ogni giorno.

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