Tre partite di campionato non sono certamente sufficienti per emettere sentenze, soprattutto quando si tratta di una squadra che ha cambiato allenatore e sta cercando di assimilare un nuovo modo di giocare. Alessandro Costacurta lo sa bene e, nonostante un avvio di stagione ancora privo di grandi acuti sul piano dello spettacolo, ha scelto di dare fiducia a Ruben Amorim.
L’ex difensore del Milan, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha analizzato quanto visto nelle prime tre giornate e ha trovato alcuni segnali incoraggianti. Il pareggio contro la Juventus, in particolare, non lo ha entusiasmato, ma non ha modificato la sua convinzione sul progetto.
“Sono d’accordo con lui”, ha detto Costacurta riferendosi alle parole di Amorim, che dopo il pareggio di Torino aveva ammesso che il Milan non meritava di vincere. “Non è stata una partita all’altezza delle aspettative. Onestamente, però, resto fiducioso: vedo qualcosa”.
“Stanno cercando di essere diversi”
Secondo Costacurta, il cambiamento più importante non è ancora necessariamente visibile nei risultati o nella qualità del gioco, ma nell’atteggiamento della squadra.
“Vedo che stanno cercando di essere diversi per uscire dalla situazione di stallo degli ultimi due o tre anni”, ha spiegato l’ex rossonero. Un processo che richiede tempo, soprattutto perché Amorim sta cercando di introdurre principi molto differenti rispetto al passato.
Costacurta ha studiato il tecnico portoghese anche prima del suo arrivo in Italia, osservandolo ai tempi dello Sporting nelle partite contro avversari di alto livello come Benfica e Porto. La sua impressione è che Amorim sia rimasto coerente con le proprie idee.
“È sempre stato lo stesso”, ha raccontato. E proprio questa coerenza rappresenta, secondo Costacurta, uno degli elementi che possono aiutare il Milan a costruire una nuova identità.
L’esempio di Sacchi: serve tempo
Per spiegare perché non sia ancora il momento di giudicare il lavoro di Amorim, Costacurta ha ricordato la propria esperienza da calciatore e uno dei più importanti cambiamenti nella storia del Milan.
“Ho giocato a calcio per 40 anni e ricordo, e voglio ricordare, i primi tre mesi sotto la guida di Sacchi”, ha sottolineato.
L’ex difensore vede alcune similitudini con l’attuale situazione rossonera. Una squadra che sta imparando nuovi movimenti può inevitabilmente commettere errori, soprattutto nelle prime settimane.
“Nel Milan ho visto i tipici difetti di una squadra in costruzione”, ha spiegato Costacurta. Ma c’è un aspetto che lo convince: l’atteggiamento.
Il gruppo, a suo giudizio, non sta ancora brillando dal punto di vista tecnico e del gioco, ma sta dimostrando disponibilità a seguire le indicazioni dell’allenatore.
“Undici giocatori che corrono e lottano”
È proprio la prestazione collettiva il parametro sul quale Costacurta preferisce concentrarsi. Più che giudicare il singolo errore o la giocata individuale, l’ex difensore guarda alla capacità dell’intera squadra di muoversi nella stessa direzione.
“Guardo oltre le prestazioni individuali e tecniche, guardo alla prestazione della squadra: undici giocatori che corrono e lottano e, probabilmente, come due giorni fa, undici giocatori che commettono errori”.
Per Costacurta, però, quegli errori sono parte naturale del processo. La cosa importante è vedere i calciatori provare a fare ciò che viene chiesto loro da Amorim.
“Da qui, possono solo alzare l’asticella”, ha aggiunto.
Rabiot e Saelemaekers, bocciatura con attenuanti
L’analisi dell’ex difensore non è comunque soltanto positiva. Costacurta ha individuato anche alcuni giocatori che contro la Juventus hanno avuto difficoltà.
Adrien Rabiot e Alexis Saelemaekers, in particolare, “non erano affatto a loro agio” e sono stati indicati tra i peggiori della partita. Ma anche in questo caso Costacurta ha riconosciuto un elemento positivo: entrambi hanno continuato a cercare di applicare le indicazioni dell’allenatore.
Secondo l’ex rossonero, proprio i giocatori che occupano quelle zone del campo potrebbero avere un ruolo importante nell’evoluzione del Milan.
Con la crescita di Rabiot e Saelemaekers, ma anche di Gonçalo Ramos e Moreira, potrebbe migliorare l’intero sistema. Costacurta ritiene che un attaccante come Ramos possa rendere molto in un calcio simile, anche senza necessariamente raggiungere numeri da 25 gol a stagione.
Gila è il miglior acquisto del Milan
Tra i nuovi arrivati, Costacurta ha poi riservato parole particolarmente importanti a Mario Gila. Il difensore spagnolo, arrivato dalla Lazio, ha impressionato l’ex rossonero per qualità, personalità e capacità di leggere le situazioni.
“Per me è il miglior acquisto estivo del Milan”, ha sentenziato Costacurta.
L’ex difensore ha sottolineato soprattutto l’intelligenza tattica di Gila. A suo giudizio, il centrale sembra persino più veloce di quanto sia realmente perché riesce spesso ad anticipare l’azione e a capire in anticipo dove finirà il pallone.
“È forte, forte, forte in campo: ha personalità, gioca un buon calcio, legge le situazioni in anticipo”.
Costacurta ha anche evidenziato un aspetto da monitorare: Gila ha già avuto problemi a terminare le partite, una situazione che, secondo l’ex difensore, si era verificata anche durante la sua esperienza alla Lazio.
Modric? “Un vero professore”
Il capitolo più entusiasta dell’intervista riguarda però Luka Modric. Il centrocampista croato si avvicina al suo 41° compleanno e continua a rappresentare una figura centrale nel progetto rossonero.
Costacurta, che ha chiuso la propria carriera a 41 anni e 25 giorni, ha scherzato sui propri record, augurando a Modric di superarli tutti.
Ma l’elogio più significativo riguarda il modo in cui il croato interpreta il calcio.
“Non importa se sei più veloce, ciò che conta prima è la comprensione. Lui è sempre lì con il suo ritmo e un passo avanti agli altri. Un vero professore”.
Per Costacurta, quindi, l’età non rappresenta un ostacolo per Modric in una squadra che vuole costruire il proprio gioco sull’intensità. La qualità della lettura delle situazioni può compensare ampiamente la perdita di velocità.
Jashari meglio di Musah, ma Costacurta comprende la scelta
L’ex difensore ha espresso anche una preferenza per Ardon Jashari rispetto a Yunus Musah. Costacurta apprezza le caratteristiche dello statunitense, soprattutto per la capacità di raddoppiare, recuperare palloni e aiutare la squadra quando è sbilanciata.
Allo stesso tempo, però, ritiene che con Jashari il Milan potrebbe sviluppare un calcio qualitativamente migliore.
“Mi piace Musah, ma preferirei vedere Jashari: senza la stessa aggressività, ma il Milan giocherebbe meglio”, ha spiegato.
Anche in questo caso, non si tratta di una bocciatura per Musah, ma di una considerazione legata alle caratteristiche che Costacurta ritiene più adatte al calcio che Amorim vuole costruire.
Il Milan può puntare alla Champions
Sul fronte degli obiettivi stagionali, Costacurta invita a mantenere i piedi per terra. Il Milan, secondo la sua valutazione, non è ancora al livello dell’Inter e nemmeno della Roma.
“Lottare per la Champions League è sicuramente possibile”, ha spiegato.
L’Inter lo ha impressionato particolarmente, soprattutto per essere riuscita a segnare tre gol contro una squadra organizzata come il Napoli. Anche la Roma e il Como, a suo giudizio, stanno esprimendo un calcio molto interessante.
Milan e Juventus, invece, devono ancora raggiungere quel livello.
La valutazione è quindi positiva, ma realistica: i rossoneri possono ambire a un posto in Champions League, mentre parlare di Scudetto sarebbe oggi prematuro.
Europa League, attenzione alle insidie
Costacurta ha infine parlato delle prospettive europee del Milan. I rossoneri possono certamente considerarsi tra le squadre più attrezzate, ma l’ex difensore non considera l’Europa League una competizione già indirizzata.
“Non vedo nessuno superiore a loro o alla Juve”, ha spiegato, invitando però a non sottovalutare le squadre spagnole e inglesi.
Il rischio, secondo Costacurta, è quello di considerare automaticamente inferiori i club che non hanno il nome di Real Madrid o Barcellona. In realtà, ogni partita europea può nascondere difficoltà importanti.
La fiducia di Costacurta è un segnale per Amorim
Il giudizio di Costacurta fotografa quindi un Milan ancora incompleto, ma con alcuni segnali che meritano attenzione. Il gioco non è ancora quello immaginato da Amorim, i risultati devono crescere e alcune gerarchie sono ancora da definire.
Ma l’ex rossonero vede una squadra che prova a cambiare, che corre e lotta e che cerca di applicare le idee del proprio allenatore.
È proprio questo il motivo per cui Costacurta sceglie di essere fiducioso.




