Poco entusiasmo, non c’è bisogno di esaltarsi per la vittoria del Milan in casa con il Venezia. I motivi sono tanti. A partire delle tante sbandate difensive determinate sia da errori dei singoli che dal collettivo. De Winter nel primo tempo ha mancato un intervento in aerea (Milan graziato da Yeboah che impatta su Pavlovic) e poi si è ripetuto con una distrazione su imbucata di Adams.
Difesa allo sbando
Pavlovic ha collezionato tanti passaggi sbagliati e soprattutto delle sortite improvvisare a centrocampo che hanno lanciato in contropiede il Venezia. Gila è stato forse quello più pulito, anche se ha fatto fatica a contenere la velocità dei veneziani. A livello collettivo si notano le prime sbandate nello scacchiere tattico di Amorim. Chuku troppo alto e incapace di fare le diagonali, Bartesaghi fuori posizione in diverse azioni, il duo Modric-Musah incapace di coprire 40 metri di campo all’indietro.
Limiti tecnici
Si sapeva già tutto e purtroppo vedremo ancora queste cose a stagione in corso. Va poi sottolineato l’atteggiamento del Venezia di Stroppa che ha studiato bene il Milan. L’impatto di Chukwueze è stato nullo perché il giocatore rossonero è stato costretto a giocare basso. Stesso discorso per Cisse, troppo impreciso oggi. Complessivamente è chiaro che De Winter, Musah, Pavlovic, Chukwueze, Estupinan, Loftus-Cheek e soci non possono trasformarsi nel Real Madrid, per quanto la coppia Cardinale-Amorim voglia far credere che gli errori della scorsa stagione sia di Allegri e Tare.
