Ruben Amorim ha ancora un’amichevole a disposizione per sciogliere gli ultimi dubbi sulla rosa del Milan. Il tecnico portoghese sta continuando a sperimentare e, con il debutto in campionato sempre più vicino, una delle caratteristiche che potrebbe fare la differenza è la versatilità dei suoi giocatori.
Il 3-4-2-1 dell’allenatore rossonero richiede infatti caratteristiche molto precise per ogni posizione. Dai centrali ai quinti di centrocampo, dai mediani ai trequartisti, ogni interprete deve essere in grado di rispettare compiti tattici ben definiti.
In una stagione che potrebbe superare le 50 partite, avere giocatori capaci di ricoprire più ruoli può diventare un’arma preziosa. E nella rosa del Milan sono diversi i calciatori che possono offrire ad Amorim questa possibilità.
Rabiot, l’idea del trequartista
Il primo nome è quello di Adrien Rabiot. Il francese sembrava destinato a ricoprire il ruolo di centrocampista nel 3-4-2-1, come già fatto nella scorsa stagione in posizione box-to-box.
Amorim, però, starebbe valutando una soluzione alternativa: Rabiot trequartista.
L’idea non sarebbe così sorprendente. Il centrocampista ha già occupato una posizione più avanzata durante la sua esperienza al Marsiglia con Roberto De Zerbi. Schierarlo alle spalle della punta gli permetterebbe di sfruttare maggiormente la capacità di inserirsi, il pressing e la pericolosità del suo tiro.
Ci sarebbe anche un vantaggio indiretto: con Rabiot più avanzato, Ardon Jashari potrebbe trovare spazio accanto a Luka Modric nella linea mediana. Un’ipotesi che Amorim potrà valutare nell’ultima amichevole del precampionato.
Bartesaghi può diventare anche un difensore
Sulla fascia sinistra, Davide Bartesaghi appare oggi nettamente favorito rispetto a Pervis Estupinan. Il giovane rossonero sembra infatti destinato a essere il titolare nel ruolo di esterno a tutta fascia, una posizione che conosce già.
La sua duttilità, però, potrebbe renderlo utile anche in un’altra zona del campo.
Il Milan ha infatti inserito in rosa Sankhoun Diawara, arrivato dal Troyes con l’idea di rappresentare una soluzione alternativa a Strahinja Pavlovic. Il giovane difensore, tuttavia, dovrà affrontare un percorso di adattamento a un nuovo campionato e a un nuovo ambiente.
Per questo motivo, in caso di assenza di Pavlovic, Amorim potrebbe prendere in considerazione proprio Bartesaghi come braccetto sinistro della difesa a tre. Il suo piede mancino, la personalità nella costruzione dal basso e le caratteristiche fisiche lo rendono una soluzione credibile.
Musah, il jolly tra centrocampo e fascia
Un altro giocatore particolarmente interessante per la filosofia di Amorim è Yunus Musah.
Il tecnico portoghese apprezza la sua capacità di ricoprire più ruoli. Musah può agire come centrocampista centrale, ma anche occupare la fascia e svolgere compiti da esterno nel 3-4-2-1.
Durante il precampionato è stato utilizzato soprattutto sulla corsia, ma questa soluzione potrebbe tornare utile anche nel corso della stagione. Con la possibilità che Zachary Athekame lasci il club e con i dubbi legati alle alternative sulla destra, Musah potrebbe rappresentare una risorsa importante.
Non è da escludere, quindi, un suo impiego come esterno in alcune partite, soprattutto in caso di turnover tra campionato, Coppa Italia ed Europa League.
Chukwueze, esperimento ancora da decifrare
Il caso più particolare è probabilmente quello di Samuel Chukwueze. Il nigeriano è stato provato da Amorim come esterno di centrocampo, una posizione molto più impegnativa rispetto a quella di trequartista.
L’allenatore portoghese ha già dimostrato in passato di saper valorizzare giocatori offensivi in questo ruolo, come accaduto con Quenda, Catamo e Diallo.
L’esperimento con Chukwueze, però, ha mostrato luci e ombre. Il giocatore ha fornito alcuni segnali positivi contro Celtic, Inter e Chelsea, ma ha anche evidenziato le difficoltà legate alla fase difensiva.
Per questo motivo, il suo utilizzo potrebbe dipendere soprattutto dalla situazione della partita. Quando il Milan avrà bisogno di maggiore equilibrio, Chukwueze potrebbe essere impiegato come trequartista di destra, con maggiore libertà di accentrarsi e creare gioco.
Quando invece servirà aumentare la spinta offensiva e cercare il gol, Amorim potrebbe utilizzarlo più largo, sfruttando velocità e capacità nell’uno contro uno.
Saelemaekers, il vero jolly di Amorim
Se c’è un giocatore che sembra perfetto per il concetto di duttilità, quello è Alexis Saelemaekers.
Il belga può giocare indifferentemente a destra o a sinistra, garantendo un buon contributo sia nella fase offensiva sia in quella difensiva. Una caratteristica particolarmente preziosa per un sistema come quello di Amorim.
Ma Saelemaekers potrebbe avere anche un’altra funzione: quella di trequartista.
La sua capacità di muoversi negli spazi stretti potrebbe renderlo una soluzione interessante alle spalle della punta. In caso di infortuni o di necessità di turnover, Amorim potrebbe quindi utilizzarlo anche in una delle due posizioni offensive.
Una duttilità che lo rende uno degli elementi più preziosi della rosa.
Nkunku può ricoprire più ruoli in attacco
Anche Christopher Nkunku rappresenta un’arma tattica importante. Il francese ha ricoperto praticamente ogni posizione del reparto offensivo nel corso della carriera: esterno, seconda punta, trequartista e centravanti.
La sua collocazione naturale nel Milan di Amorim dovrebbe essere quella di trequartista, con una possibile concorrenza con Christian Pulisic. Ma la sua presenza non esclude necessariamente quella dell’americano.
Amorim potrebbe infatti spostare Nkunku sulla destra oppure prevedere continui scambi di posizione tra i due durante la partita.
In caso di emergenza, inoltre, il francese può essere utilizzato anche da centravanti. Non avrebbe le stesse caratteristiche di Gonçalo Ramos o Francesco Camarda, ma i suoi movimenti alle spalle della linea difensiva possono creare spazi preziosi per i compagni.
De Winter, il jolly della difesa
L’ultimo nome è quello di Koni De Winter, forse il giocatore più difficile da collocare con precisione nella gerarchia difensiva del Milan.
Dopo un avvio complicato, il belga aveva trovato continuità quando era stato chiamato a sostituire gli infortunati Gabbia e Pavlovic, offrendo una serie di prestazioni convincenti.
Le sue caratteristiche sembrano adattarsi bene alle richieste di Amorim. De Winter è affidabile nella costruzione dal basso, sa gestire una linea difensiva alta e possiede buone qualità nel gioco aereo.
Al momento potrebbe essere considerato davanti a Gabbia per caratteristiche specifiche nel sistema del tecnico portoghese. Ma soprattutto può rappresentare una soluzione estremamente duttile.
Il belga può infatti giocare come centrale nella difesa a tre e, all’occorrenza, spostarsi sul braccetto destro. Non è escluso nemmeno un utilizzo a sinistra in caso di emergenza.
La duttilità può diventare un’arma decisiva
Rabiot, Bartesaghi, Musah, Chukwueze, Saelemaekers, Nkunku e De Winter rappresentano sette profili con caratteristiche diverse, ma accomunati dalla possibilità di ricoprire più ruoli.
Per Amorim non si tratta soltanto di avere alternative in panchina. In una stagione lunga e ricca di impegni, la capacità di cambiare interpreti senza modificare completamente l’identità tattica può diventare decisiva.
L’ultima amichevole sarà quindi un ulteriore banco di prova. Il tecnico portoghese dovrà raccogliere le ultime indicazioni prima di definire le gerarchie, ma una cosa appare già evidente: la duttilità della rosa potrebbe essere una delle chiavi del nuovo Milan di Amorim.




