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Mercato cessioni bloccato: DS fantasma e Cardinale è soddisfatto così

Il calciomercato estivo del Milan si muove ancora una volta su un binario morto, imprigionato in una gabbia che Cardinale sembra incapace di scardinare. Ancora una volta, il copione si ripete identico.

Chi si sta occupando delle cessioni?

Milanello è stracolmo di giocatori, esuberi e calciatori fuori dal progetto tecnico, ma l’indice di gradimento e la capacità di monetizzare sul fronte delle cessioni toccano i minimi storici. La verità, nuda e cruda, è che il Milan non sa fare mercato in uscita.

Da stagioni intere, il club subisce la svalutazione dei propri asset. Giocatori pagati milioni di euro finiscono ai margini, perdono appeal internazionale e trascinano contratti pesanti che zavorrano il bilancio e impediscono di affondare il colpo per i veri obiettivi in entrata. Senza un tesoretto ricavato dalle vendite, ogni operazione di rafforzamento si arena sul nascere, costringendo la squadra a inseguire prestiti dell’ultimo minuto o a rinunciare a rinforzi di spessore.

Cardinale è la rovina del Milan

Igli Tare, capace storicamente di sbrogliare matasse intricate, è stato liquidato come tanti del passato. Vedi Leonardo, Boban, Maldini, Massara, gente che aveva come obiettivo rinforzare il Milan per portarlo a vincere. E’ così, senza un vero e proprio Direttore Sportivo, piazzare gli esuberi anche nei momenti più complessi diventa impossibile. L’anno scorso Tare aveva operato bene in questo senso. Eppure rimangono molti dubbi su Gerry Cardinale, che in quest’estate ha acquistato Ramos al doppio del prezzo chiudendo il mercato rossonero a luglio…

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