Zlatan Ibrahimovic rompe il silenzio e prende posizione in difesa di Gerry Cardinale. L’ex attaccante svedese, oggi dirigente del Milan e consulente di RedBird Capital, ha espresso piena fiducia nel proprietario rossonero, convinto che riuscirà a riportare il club ai vertici nonostante le difficoltà incontrate nei primi anni della sua gestione.
Le dichiarazioni sono arrivate durante il WSJ Sports Events, evento organizzato dal Wall Street Journal lo scorso 16 luglio, al quale hanno partecipato sia Ibrahimovic sia lo stesso Cardinale. Un’occasione nella quale lo svedese ha parlato del proprio nuovo ruolo, del rapporto con il numero uno di RedBird e dello stato di salute del calcio italiano.
Ibrahimovic: “Cardinale ha carattere, arriverà al successo”
Negli ultimi mesi sia Gerry Cardinale sia Zlatan Ibrahimovic sono stati al centro delle critiche per la gestione del Milan. Al termine della scorsa stagione il club ha deciso di rinnovare profondamente la propria struttura tecnica e dirigenziale, affidando a Ruben Amorim un ruolo centrale nelle scelte sportive.
Nonostante le contestazioni, Ibrahimovic si è detto certo che il proprietario americano riuscirà a raggiungere gli obiettivi prefissati.
“Gerry arriverà, ne sono sicuro al 100%. Ha la volontà e il carattere per farcela.”
Per lo svedese il percorso di crescita passa inevitabilmente dagli errori commessi nei primi anni di gestione.
“Se tutto fosse stato perfetto fin dall’inizio, non avrebbe imparato nulla. Il fallimento fa parte del successo.”
“Il Milan è una religione”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato la differenza culturale tra il modello sportivo americano e quello europeo.
Secondo Ibrahimovic, il calcio nel Vecchio Continente ha un valore che va ben oltre il semplice business.
“In Europa il calcio è come una religione. Se si riescono a combinare l’aspetto commerciale con questa passione, si crea un connubio perfetto.”
Lo svedese ha poi sottolineato come il Milan rappresenti qualcosa di unico per i suoi sostenitori.
“Cardinale è il proprietario del Milan, ma i tifosi pensano che sia la loro squadra. Crescono con questa cultura e il legame emotivo è enorme.”
Il nuovo Ibrahimovic: dal campo al mondo degli affari
L’ex numero 11 rossonero ha raccontato anche la propria esperienza dopo il ritiro, spiegando di aver accolto con entusiasmo la possibilità di entrare nel mondo manageriale.
“Volevo fare un passo avanti nella mia carriera e non essere soltanto un ex calciatore. Ogni giorno vedo numeri, imparo cose nuove e voglio crescere.”
Con il consueto tono ironico ha raccontato anche una promessa ricevuta da Cardinale.
“Mi ha promesso che diventerò miliardario”, ha scherzato tra le risate del pubblico.
Al di là della battuta, Ibrahimovic ha spiegato di sentirsi privilegiato nel poter lavorare all’interno di RedBird, considerandolo un’importante opportunità di crescita professionale.
“Vuole che sia lo Zlatan del business”
Alla domanda su cosa gli chieda concretamente Gerry Cardinale, Ibrahimovic ha risposto con una frase che sintetizza perfettamente il suo nuovo ruolo.
“Vuole che io sia lo Zlatan che ero in campo, ma nel mondo degli affari.”
Per l’ex attaccante il funzionamento di un’azienda non è poi così diverso da quello di uno spogliatoio.
Esiste un leader che stabilisce gli standard, trasmette la mentalità e guida il gruppo. È proprio questa leadership che Ibrahimovic vuole portare nella sua nuova esperienza dirigenziale.
I consigli a Cardinale: pazienza e identità
Tra gli aspetti più interessanti dell’intervista ci sono anche i consigli che Ibrahimovic ha dato al proprietario del Milan.
Il primo riguarda la gestione delle emozioni.
“Gli dico sempre di mantenere la calma. Quando si prendono decisioni sull’onda delle emozioni si commettono errori.”
Secondo lo svedese, Cardinale sta affrontando il periodo più complicato possibile, dovendo imparare a conoscere un ambiente particolare come quello del calcio italiano.
Un altro suggerimento riguarda invece l’identità del club.
“Deve creare la sua cultura al Milan e rappresentare se stesso, senza cercare di essere qualcun altro.”
Per Ibrahimovic proprio da questa costruzione potrà nascere un progetto vincente nel lungo periodo.
“Il Milan è uno dei club più grandi del mondo”
Nel corso dell’intervento, Ibrahimovic ha ribadito ancora una volta la grandezza del club rossonero.
“Ho giocato in tre dei cinque club più grandi del mondo e uno di questi è il Milan.”
L’ex attaccante ha ricordato anche l’enorme seguito internazionale del club.
“Abbiamo 650 milioni di tifosi nel mondo. Non sono io a scegliere la formazione il sabato: ci sono 650 milioni di persone che lo fanno.”
Una pressione enorme che, secondo lui, rende ancora più complesso il lavoro della proprietà.
L’attacco al calcio italiano
Ibrahimovic ha infine allargato il discorso all’intero movimento calcistico italiano, evidenziando il ritardo accumulato rispetto ai principali campionati europei.
Per lo svedese il problema principale riguarda le infrastrutture.
“Basta guardare gli stadi della Premier League e confrontarli con quelli italiani.”
Secondo l’ex centravanti, senza un cambiamento strutturale il divario continuerà ad aumentare.
Ha inoltre sottolineato come oggi anche club inglesi di seconda fascia riescano ad attrarre giocatori che in passato avrebbero scelto senza esitazioni una grande squadra italiana.
Per Ibrahimovic è un segnale evidente di quanto il calcio italiano abbia perso competitività negli ultimi anni e di come sia necessario cambiare mentalità per tornare ai vertici del panorama europeo.




