Home » Leao, dalle stelle alle stalle: perché è finito l’amore con il Milan

Leao, dalle stelle alle stalle: perché è finito l’amore con il Milan

Se esiste un calciatore capaci di riassumere in un singolo sorriso tutta la bellezza e la frustrazione del calcio moderno, quello è Rafael Leão. Il portoghese arrivato dal Lilla nel 2019 come una scommessa dal talento grezzo ha vissuto a Milano un’avventura durata anni, trasformandosi da promessa indisciplinata ad assoluto protagonista e, infine, ad enigma irrisolto. Un percorso scandito da un costante e viscerale rapporto di amore e odio con l’ambiente rossonero.

La scintilla e lo Scudetto

L’amore tra Leão e il popolo milanista non è nato subito, ma è esploso nella stagione 2021-2022. Con la sua falcata elegante, i suoi strappi devastanti sulla fascia sinistra e quell’atteggiamento apparentemente indolente da chiller della musica rap, Rafa è diventato l’icona del Milan di Stefano Pioli.

I suoi assist nel finale di quel campionato e il premio come MVP della Serie A hanno trascinato il Diavolo verso uno Scudetto storico e inaspettato. In quel momento, San Siro ha trovato il suo nuovo idolo.

La fase calante

Tuttavia, accanto al genio abbagliante, si è sempre intravista un’ombra ingombrante. La critica più feroce rivolta a Leão è stata la mancanza di continuità. Partite dominate con classe cristallina sono state troppo spesso alternate a prestazioni anonime, in cui il portoghese appariva avulso dal gioco, indolente ed eccessivamente superficiale.

Quel sorriso stampato sul volto, amato nei momenti di vittoria, è diventato provocatorio nei momenti di flessione. La pressione del numero 10 sulle spalle e un ingaggio top hanno alzato l’asticella delle aspettative: dai grandi campioni si esige la leadership, non solo la giocata estemporanea. I fischi di San Siro e i frequenti attriti con gli allenatori e la piazza hanno via via incrinato un idillio che sembrava eterno.

Tags AC Milan
Seguici