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Milan, Cardinale cambia tutto: il nuovo corso punta a vincere

Il 21 gennaio ha rappresentato uno spartiacque nella gestione del Milan da parte di Gerry Cardinale. Dopo un lungo periodo vissuto a distanza, il proprietario di RedBird ha deciso di assumere un ruolo molto più centrale nella vita del club, inaugurando quello che, di fatto, è il suo vero “anno zero” in rossonero.

A distanza di sette mesi, il cambiamento appare evidente. Non solo nella struttura dirigenziale, ma anche nella filosofia gestionale, nel modo di prendere decisioni e negli obiettivi dichiarati. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Cardinale ha mantenuto la promessa fatta a gennaio: essere presente, partecipare direttamente alle scelte strategiche e costruire un Milan con un’identità più forte.

Il ritorno a Milano ha segnato la svolta

Lo scorso 21 gennaio Cardinale tornò a Milano dopo una lunga assenza per partecipare a una serie di incontri a Casa Milan, in un momento delicato per il club, con il rifinanziamento tramite Comvest ormai imminente. La visita si concluse anche con una breve tappa a Milanello.

Fu proprio in quelle ore che arrivò un messaggio chiaro dall’interno del club: quella non sarebbe stata una presenza isolata. Cardinale aveva deciso di essere molto più coinvolto nella gestione quotidiana del Milan, una promessa che nei mesi successivi si è trasformata in realtà.

Il crollo nella parte finale della scorsa stagione ha poi accelerato il processo di cambiamento, spingendo il numero uno di RedBird a ripensare completamente il modello organizzativo.

Più controllo diretto e meno deleghe

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda il processo decisionale.

In passato il modello gestionale era ispirato al classico sistema americano: il proprietario affidava ampie responsabilità ai dirigenti, intervenendo soltanto sulle questioni più importanti. Un’impostazione che, secondo la ricostruzione de La Gazzetta dello Sport, non ha prodotto i risultati sperati, anche a causa di tensioni interne e difficoltà di coordinamento.

Oggi, invece, ogni decisione strategica passa direttamente dalla scrivania di Cardinale. I dirigenti restano operativi, ma nessuno dispone di un’autonomia tale da accentrare il potere. La conseguenza è una catena di comando più snella e una maggiore rapidità nelle decisioni.

Lo stesso Cardinale avrebbe confidato ai collaboratori di essersi reso conto di essere stato troppo distante dal club nei primi anni della sua gestione, ammettendo che fino a quel momento il Milan non era ancora diventato davvero “il suo” Milan.

La nuova filosofia: giocare per vincere

Oltre alla struttura organizzativa, cambia anche la mentalità.

Cardinale ha sintetizzato il nuovo approccio con una frase destinata a diventare il manifesto del progetto: “Giocare per vincere, non per evitare di perdere.”

Una dichiarazione che rappresenta una netta presa di posizione dopo una stagione caratterizzata da un calcio considerato troppo prudente e incapace di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il proprietario rossonero vuole trasmettere una cultura più ambiziosa, rispondendo anche alle critiche ricevute dai tifosi, che negli ultimi anni lo hanno accusato di privilegiare la sostenibilità economica rispetto ai risultati sportivi.

Mercato più rapido e meno burocrazia

Un’altra area nella quale Cardinale ha deciso di intervenire riguarda il mercato.

Negli ultimi anni molte trattative si erano protratte per settimane a causa di lunghe negoziazioni economiche e di un processo decisionale particolarmente articolato, che spesso finiva per rallentare o compromettere alcune operazioni.

Il nuovo metodo prevede invece un percorso più lineare: individuazione dei profili insieme all’allenatore, valutazione della fattibilità economica, analisi dei rischi e via libera per chiudere rapidamente l’operazione quando le condizioni lo consentono.

L’obiettivo è rendere il Milan più competitivo anche fuori dal campo, evitando di perdere opportunità per eccessiva lentezza.

Cambiano anche gli obiettivi del Milan

Forse il cambiamento più evidente riguarda però la comunicazione del club.

Se un anno fa la priorità dichiarata era qualificarsi tra le prime quattro per garantire gli introiti della Champions League, oggi il messaggio è completamente diverso.

Il Milan non nasconde più le proprie ambizioni e punta apertamente a vincere. Lo stesso Ruben Amorim, nel giorno della sua presentazione, ha fatto riferimento con entusiasmo alla possibilità di conquistare la seconda stella, un obiettivo che riflette perfettamente la nuova filosofia societaria.

Il vero inizio dell’era Cardinale

Secondo la ricostruzione de La Gazzetta dello Sport, il licenziamento della precedente dirigenza, avvenuto al termine della scorsa stagione, rappresenta simbolicamente il vero inizio dell’era Cardinale.

Dopo una prima fase caratterizzata da una gestione più distante e orientata alla delega, il proprietario di RedBird ha scelto di assumere un ruolo centrale in ogni aspetto della vita del club.

Maggiore presenza, processi decisionali più rapidi, un mercato più aggressivo e l’obiettivo dichiarato di tornare a vincere: sono questi i pilastri del nuovo corso rossonero, destinato a essere valutato nei prossimi mesi soprattutto dai risultati che il Milan saprà ottenere sul campo.

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