Il nuovo corso del Milan targato Rúben Amorim continua a far discutere. Tra i tanti a commentare la rivoluzione avviata dal club rossonero c’è anche Ruud Gullit, che ha analizzato il cambio in panchina, il nuovo progetto tecnico e le prospettive di alcuni dei principali protagonisti della rosa, come Christian Pulisic e Rafael Leao.
Nel corso di un’intervista concessa a NYSportsDay.com, la leggenda rossonera ha espresso il proprio punto di vista sull’arrivo del tecnico portoghese, soffermandosi anche sulle sfide che attendono il Milan nella stagione ormai alle porte.
Un’estate di rivoluzione per il Milan
L’estate del Milan è stata caratterizzata da profondi cambiamenti sia sul piano dirigenziale sia su quello tecnico.
Il club ha avviato una vera e propria rifondazione, con l’addio di Massimiliano Allegri dalla panchina, seguito dai cambiamenti nell’area dirigenziale che hanno coinvolto Igli Tare, Geoffrey Moncada e Giorgio Furlani.
Successivamente è arrivata la scelta di affidare la squadra a Rúben Amorim, accompagnata dalla decisione di promuovere internamente diverse figure per completare il nuovo organigramma. Sul mercato, inoltre, il Milan ha lanciato un segnale forte con l’acquisto di Gonçalo Ramos dal Paris Saint-Germain, in un’operazione che rappresenta uno degli investimenti più importanti della storia del club.
Gullit: “Nel calcio non mi sorprende più nulla”
Parlando dell’approdo di Amorim sulla panchina rossonera, Gullit ha spiegato di non essere rimasto particolarmente sorpreso.
Secondo l’ex Pallone d’Oro, il calcio moderno ha dimostrato più volte come allenatori reduci da esperienze non sempre positive possano comunque ricevere nuove opportunità ai massimi livelli.
Più che sulla scelta del tecnico, Gullit ha posto l’attenzione sulla necessità che il Milan torni a competere ai livelli che gli competono, sottolineando come le ultime stagioni siano state al di sotto delle aspettative.
Serve pazienza e una filosofia chiara
Uno dei temi affrontati riguarda la pazienza che verrà concessa ad Amorim.
Per Gullit mantenere un rendimento costante è sempre più difficile e le nuove proprietà americane stanno introducendo modelli gestionali che non sempre producono risultati immediati. Come esempio ha citato il Chelsea, evidenziando come una strategia basata quasi esclusivamente su giovani talenti non abbia dato i frutti sperati.
L’ex centrocampista ha sottolineato anche l’importanza dei giocatori d’esperienza nello spogliatoio, figure fondamentali per guidare i più giovani sia durante gli allenamenti sia nei momenti di difficoltà.
L’identità del club viene prima del modulo
Gullit ha poi affrontato un aspetto centrale della gestione tecnica: il rapporto tra l’allenatore e la filosofia societaria.
Secondo l’olandese è il club a dover stabilire la propria identità calcistica, mentre l’allenatore deve adattarsi a essa e valorizzare le caratteristiche della rosa. Per rafforzare il concetto ha citato l’esempio del Feyenoord, dove il tentativo di cambiare radicalmente sistema di gioco dopo il ciclo vincente precedente ha prodotto risultati negativi, costringendo il nuovo tecnico a rivedere rapidamente le proprie idee.
Pulisic può essere decisivo anche con Amorim
Tra i singoli, Christian Pulisic è uno dei giocatori sui quali Gullit ripone maggiore fiducia.
L’ex campione rossonero ha ricordato come lo statunitense abbia spesso risolto partite complicate grazie alle sue qualità individuali, definendolo un elemento di assoluto valore per il Milan.
Allo stesso tempo ha invitato Amorim a costruire il proprio sistema partendo dalle caratteristiche dei giocatori già presenti in rosa. Imporre un modulo completamente nuovo senza tenere conto delle loro qualità, secondo Gullit, rischierebbe infatti di compromettere la fiducia della squadra.
Leao, il talento non basta più
Le considerazioni più critiche sono state riservate a Rafael Leao.
Per Gullit il portoghese possiede qualità tecniche straordinarie e un talento fuori discussione, ma continua a mancare quella continuità necessaria per diventare un autentico leader.
L’ex rossonero ritiene che il principale ostacolo alla definitiva consacrazione di Leao sia la sua capacità di mantenere alta la determinazione nel corso della stagione. Ogni volta che sembra pronto a compiere il salto di qualità, il numero 10 non riesce a confermarsi con costanza.
Secondo Gullit, qualunque sarà il suo futuro, anche in caso di trasferimento in Premier League, il portoghese dovrà assumersi maggiori responsabilità e dimostrare definitivamente il proprio valore. La qualità non gli manca, ma il passo successivo dipenderà esclusivamente dalla sua mentalità e dalla volontà di sfruttare fino in fondo il proprio potenziale.





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