Il Milan ha recentemente completato l’acquisto di Aurélien Guernier, un’operazione che potrebbe passare inosservata ma che ha un grande potenziale.
Milan, ecco Guernier
È ufficiale l’acquisto a titolo definitivo di Aurélien Guernier dal Birmingham City, club di Championship. Nonostante i tentativi della società inglese di trattenerlo, i rossoneri sono riusciti a superare la concorrenza agguerrita di diverse big di Premier League e club europei, presentando la proposta vincente.
Pur non avendo ancora esordito ufficialmente in prima squadra con i Blues (vantando solo una convocazione nella vittoria per 1-0 contro il QPR), Guernier è considerato dagli addetti ai lavori il miglior prodotto dell’academy del Birmingham dell’ultima stagione. Segue così le orme di illustri predecessori come Jude e Jobe Bellingham, decidendo di tentare la fortuna all’estero.
Il profilo tattico
L’analisi dei dati mette in luce il profilo di un esterno d’attacco puro, che fa della progressione palla al piede e dell’uno contro uno le sue armi principali. Non è un regista offensivo né un giocatore che detta i ritmi del possesso: la sua media di passaggi è relativamente bassa (15,07 a partita), così come i suggerimenti lunghi (0,89). Guernier preferisce ricevere, puntare l’uomo e scattare in avanti.
I suoi numeri parlano chiaro: 3,99 dribbling riusciti a partita e 1,92 progressioni palla al piede. Tecnicamente pulito, controlla spesso la sfera con l’interno del piede per poi accelerare utilizzando l’esterno. La sua propensione offensiva si traduce in 13,29 duelli offensivi a partita e 1,5 cross precisi dalle corsie laterali.
In fase di non possesso garantisce un ottimo contributo, con 8,12 duelli difensivi e 3,73 recuperi nella metà campo avversaria, indice di una spiccata attitudine al pressing alto. L’unica pecca da correggere, legata all’età e all’aggressività del suo stile di gioco, è la gestione del pallone: perde infatti circa 8,75 palloni a partita nella propria metà campo.
Il piano per il futuro
Le reazioni oltremanica sponda Birmingham confermano il rammarico per aver perso un’ala così talentuosa. Ma perché Guernier ha scelto proprio il Milan?
La risposta sta nel progetto della seconda squadra, il Milan Futuro. La prospettiva di formarsi nel calcio professionistico italiano (in Serie D o tramite ripescaggio in Serie C) contro avversari fisici e tatticamente preparati rappresenta il contesto perfetto per la sua crescita.
Sotto la guida di Vincenzo Vergine e Jovan Kirovski, l’area giovani del Milan sta portando avanti una strategia chiara. Gli investimenti recenti per innesti di David Odogu, Andrej Kostic e Alphadjo Cissé dimostrano la volontà di creare una fucina di talenti d’élite per la prima squadra.




