Il AC Milan conquista una vittoria fondamentale allo Stadio Luigi Ferraris, battendo il Genoa in una gara che pesava tantissimo per la corsa Champions. Tre punti obbligati e arrivati, ma non senza difficoltà e interrogativi.
Primo tempo da dimenticare
La squadra guidata da Massimiliano Allegri ha faticato enormemente nei primi 45 minuti. Poche occasioni create, ritmo basso e soprattutto un possesso palla nettamente inferiore rispetto agli avversari, con il Genoa sopra il 60%.
Nel frattempo, il derby vedeva la Roma in vantaggio, risultato che momentaneamente escludeva i rossoneri dalla zona Champions League. La squadra di Daniele De Rossi appariva più brillante e ambiziosa, mentre il Milan sembrava smarrito e privo di identità.
La svolta nella ripresa
L’episodio che ha cambiato la partita arriva a inizio secondo tempo: Rúben Amorim commette un errore con un retropassaggio debole, intercettato da Christopher Nkunku. L’attaccante viene atterrato dal portiere e conquista un rigore, poi trasformato con freddezza.
Poco dopo, Zachary Athekame firma il raddoppio, chiudendo di fatto la partita. Una ripresa più concreta, anche se non brillante, è bastata per portare a casa il risultato.
Segnali individuali incoraggianti
Tra le note positive, oltre ai gol decisivi, spicca la reazione di alcuni singoli. Nkunku, spesso criticato nei mesi scorsi, ha finalmente dato segnali concreti. Athekame conferma il suo momento positivo dopo il gol contro il Pisa.
Anche Ardon Jashari ha mostrato un atteggiamento diverso rispetto alla prova negativa contro il Sassuolo, mentre si sono intravisti solo lampi del talento di Adrien Rabiot.
Classifica e obiettivo Champions
La vittoria consente al Milan di restare agganciato alla corsa Champions: ora basta un altro successo per raggiungere il terzo posto e garantirsi il ritorno nella massima competizione europea.
Tuttavia, il rendimento resta altalenante: nelle ultime otto partite dopo il derby dell’8 marzo, i rossoneri hanno perso cinque volte e sono rimasti a secco di gol in altrettante occasioni.
Problemi strutturali ancora evidenti
Nonostante il risultato, le criticità restano evidenti. Il gioco continua a latitare e molte vittorie arrivano più per episodi che per una chiara organizzazione tattica. Le parate di Mike Maignan e le giocate individuali spesso fanno la differenza.
L’apporto atteso da giocatori come Luka Modrić è stato superiore alle aspettative, ma al tempo stesso ha evidenziato una dipendenza eccessiva dalla sua qualità.
Futuro incerto e nodo identità
Il futuro del Milan resta incerto, tra tensioni interne e dubbi sulla guida tecnica. Le perplessità su Allegri sono legittime, soprattutto in vista di una possibile qualificazione in Champions League.
Senza una chiara identità di gioco, affrontare l’Europa che conta rischia di diventare un problema serio. I ricavi della Champions potranno aiutare la crescita del club, ma sarà fondamentale migliorare le scelte strategiche e la gestione tecnica.





Anche sé questa squadra dovesse arrivare seconda, come forse avverrà, sarebbero più i rimpianti per quello che poteva essere che i meriti, sé a gennaio sarebbe arrivato un centravanti vero,un centrale di difesa e uno in fascia destra, si poteva provare a vincere, dirigenti incompetenti.