In casa AC Milan si profila l’ennesimo ribaltone dirigenziale. Dopo mesi di valutazioni e una scelta che sembrava definitiva, il club rossonero potrebbe tornare sui propri passi e puntare nuovamente su Tony D’Amico per il ruolo di direttore sportivo.
Una situazione che ricorda da vicino quanto accaduto la scorsa estate, quando il nome di D’Amico era già stato accostato con forza al Milan prima della virata finale.
Il caso Tare: da scelta condivisa a possibile addio
L’arrivo di Igli Tare sembrava aver messo tutti d’accordo. Sia Zlatan Ibrahimovic che Gerry Cardinale avevano dato il loro via libera.
Tuttavia, il CEO Giorgio Furlani ha cambiato le carte in tavola, valutando alternative e tenendo aperta la pista D’Amico fino all’ultimo. Alla fine, la scelta è ricaduta su Tare, ma secondo le ultime indiscrezioni l’esperimento non avrebbe dato i risultati sperati.
Ora, infatti, si parla già di una separazione in estate, aprendo nuovamente le porte a un nuovo cambio ai vertici sportivi.
D’Amico: profilo, carriera e metodo di lavoro
Tony D’Amico rappresenta un profilo atipico nel panorama dei direttori sportivi. Dopo aver sognato una carriera da allenatore, ha trovato la sua strada nello scouting, fino a diventare uno dei dirigenti più apprezzati.
Il suo percorso è iniziato da calciatore, come centrocampista, con l’ambizione di diventare capitano della Cavese, obiettivo mai raggiunto. Da lì, un periodo complicato che ha contribuito a forgiare un carattere forte, a tratti considerato “esplosivo”.
È noto per la dedizione totale al lavoro: vive il mercato con un’intensità estrema, tanto da arrivare a stare male per lo stress. Una mentalità che lo rende instancabile, ma che solleva anche interrogativi sulla gestione della pressione in un ambiente esigente come quello milanista.
Idee calcistiche e possibili scenari
Dal punto di vista tecnico, D’Amico ha una visione chiara: predilige centrocampisti intelligenti e capaci di gestire i tempi di gioco, come Júnior e Paulo Sousa, suoi modelli ideali.
Non sorprende, quindi, che apprezzerebbe lavorare con un profilo come Luka Modrić, simbolo di qualità e visione in mezzo al campo.
Sul piano personale, emerge anche un lato più umano e particolare: D’Amico ha ammesso di essere un forte fumatore, arrivando a consumare fino a due pacchetti al giorno durante le sessioni di mercato.
Tra ironia e futuro: spunta anche Sarri
Nel racconto che circola, non manca una nota ironica: se il Milan dovesse davvero puntare su Maurizio Sarri per la panchina, la combinazione con D’Amico prometterebbe un ambiente… decisamente “fumoso”.
Al di là delle battute, resta il fatto che il club rossonero è pronto a una nuova rivoluzione. L’ultima parola spetterà a Cardinale, ma il profilo di D’Amico è oggi il più forte per guidare il futuro sportivo del Milan.
Una decisione chiave per il futuro rossonero
La scelta del direttore sportivo sarà determinante per delineare strategie, mercato e identità della squadra nei prossimi anni. Dopo una stagione turbolenta, il Milan cerca stabilità, ma rischia di intraprendere l’ennesimo cambio di rotta.
D’Amico è pronto. Ora tocca alla dirigenza decidere se affidargli davvero le chiavi del progetto.




