Home » ESCLUSIVA SM – Bianchin: al bivio il futuro di Allegri e non solo

ESCLUSIVA SM – Bianchin: al bivio il futuro di Allegri e non solo

Il Milan si gioca tutto nelle ultime tre giornate di campionato. Ai rossoneri bastano al massimo sei punti contro Atalanta, Genoa e Cagliari per centrare la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo minimo fissato dalla società a inizio stagione. Eppure, quello che per mesi sembrava un traguardo scontato si è improvvisamente complicato dopo una flessione preoccupante: appena due vittorie nelle ultime sette partite hanno ridotto il margine di sicurezza a soli tre punti.

Una situazione che rende incandescenti le ultime settimane della stagione e che inevitabilmente influenza anche le strategie future del club. Sullo sfondo restano infatti le tensioni legate alla gestione RedBird e il malcontento di una tifoseria che continua a chiedere maggiore ambizione, soprattutto vedendo l’Inter proseguire il proprio ciclo vincente.


Allegri divide: promosso nella gestione, bocciato nei risultati

Secondo Luca Bianchin de La Gazzetta dello Sport, il giudizio sulla prima stagione di Massimiliano Allegri dipenderà quasi esclusivamente dal raggiungimento del quarto posto.

Il sogno dello Scudetto è nato, poi è svanito. La qualificazione alla Champions League sembra ormai vicina, mentre il Milan ha deluso nelle altre competizioni. Come giudichi questo primo anno con Allegri?


«Non è finita finché non è finita, come diceva Yogi Berra, un personaggio vicinissimo agli Yankees, proprio come Gerry Cardinale. La valutazione che la società farà del primo anno di Allegri dipenderà in larga misura, quasi interamente, dal raggiungimento del quarto posto, l’obiettivo principale del club.»

«La Champions League genera per il club un fatturato compreso tra i 60 e i 90 milioni di euro», ha appena dichiarato Stefano Cocirio, direttore finanziario del Milan. Pertanto, dovremo attendere le ultime tre partite per vedere se il Milan si qualificherà per la massima competizione europea, come sarebbe logico.

«Certo, si possono fare delle valutazioni sul primo anno di Allegri. La gestione delle partite e l’atmosfera a Milanello sono sicuramente migliorate, e la comunicazione è sempre stata sotto controllo, anche a costo di ripetere molti concetti settimana dopo settimana.»

“La seconda metà della stagione, però, è molto preoccupante, condizionata da una fase offensiva ormai molto carente: si sono visti passi indietro, non miglioramenti. Punti di forza e di debolezza, come si può notare.”

Il tecnico livornese ha migliorato diversi aspetti della gestione quotidiana, dalla comunicazione all’atmosfera di Milanello, ma sul piano tecnico restano molte ombre. In particolare, la seconda parte della stagione ha evidenziato una fase offensiva sempre più sterile, con passi indietro evidenti rispetto ai progressi attesi.

Bianchin sottolinea come il Milan abbia mostrato contemporaneamente pregi e limiti strutturali: più solidità mentale in alcuni momenti, ma poca continuità nei risultati e soprattutto difficoltà nel creare gioco e occasioni da gol.


Futuro Allegri: permanenza più probabile dell’addio

Le indiscrezioni sul possibile addio di Allegri a fine stagione continuano a circolare, ma al momento non sembrano esserci certezze definitive. La dirigenza e l’allenatore discuteranno del futuro soltanto dopo aver centrato — o mancato — l’obiettivo Champions League.

A proposito di Allegri, si è parlato molto del suo malcontento e di una sua possibile partenza. C’è del vero in queste voci? E, atua conoscenza, cosa ha chiesto Allegri alla dirigenza per rinforzare la squadra? Sia in termini di ruoli che di necessità (esperienza? Più italiani?).

“Allegri è certamente convinto che il Milan abbia bisogno di cambiamenti per essere competitivo sia in campionato che in Champions League nella stagione 2026-27. Si è scritto più volte ‘quattro giocatori esperti’, e credo che questa frase non sia lontana dalla verità.”

“Max ha sicuramente parlato con la società di un nuovo centravanti titolare, di un centrocampista di livello mondiale (Goretzka sarebbe perfetto…) e di un buon difensore centrale per completare le rotazioni difensive.”

“Rabiot è un buon esempio di ciò che piace ad Allegri: un giocatore abituato a giocare a livello internazionale, fisicamente imponente e intelligente. La squadra dovrà essere allargata, con 2-3-4 giocatori in più rispetto alla rosa attuale. Quanto a una possibile partenza, penso ancora che sia ingiusto rispondere ora.

“Il Milan e Allegri parleranno dopo aver raggiunto l’obiettivo della Champions League, se lo raggiungeranno, e a quel punto capiranno se è giusto proseguire insieme. Credo che le possibilità di una permanenza siano maggiori di quelle di una partenza.”

Allegri, però, avrebbe già espresso chiaramente le sue richieste per rendere il Milan competitivo nella stagione 2026-27. L’allenatore vorrebbe almeno quattro innesti di esperienza internazionale, con particolare attenzione a:

  • un nuovo centravanti titolare;
  • un centrocampista di livello mondiale;
  • un difensore centrale affidabile;
  • una rosa più profonda e pronta per doppio impegno campionato-Champions.

Il profilo ideale, secondo Allegri, è rappresentato da giocatori fisicamente strutturati, intelligenti tatticamente e già abituati a competere ad alti livelli europei.


Goretzka e Gila: il Milan accelera sul mercato

Tra i nomi più caldi per il mercato rossonero spiccano Leon Goretzka e Mario Gila. Il Milan avrebbe già avviato contatti concreti sia con gli entourage dei giocatori sia con i rispettivi club.

Per il centrocampista tedesco ci sarebbe già una prima apertura, anche se le richieste economiche restano elevate. Goretzka viene considerato il profilo perfetto per aumentare esperienza, leadership e qualità in mezzo al campo.

Più complicata invece la pista che porta a Mario Gila, difensore seguito anche da Napoli, Inter e Juventus. La concorrenza rischia infatti di far lievitare il prezzo del centrale spagnolo.

Al momento, quali operazioni sono più avanzate per il Milan, se ce ne sono? Circolano molte voci su Mario Gila e Leon Goretzka…

“Il Milan ha sicuramente parlato di Goretzka e Gila, e non solo di loro. Furlani e Tare sono al corrente delle richieste dei due giocatori e hanno parlato con gli agenti di Goretzka per valutare il suo consenso.

“C’è consenso, anche se le richieste non sono certo basse… Penso che al momento le possibilità siano maggiori per Goretzka, ma la corsa è ancora aperta per entrambi. Per Gila, ad esempio, si sono informate anche Napoli, Inter e Juventus…”


Nuovo centravanti: Sorloth e Gonçalo Ramos in lista

Il grande investimento estivo del Milan sarà con ogni probabilità il nuovo numero 9. Allegri cerca un attaccante fisico, capace di garantire almeno 15 gol stagionali e con esperienza internazionale.

Il colpo di mercato più importante del Milan sarà presumibilmente quello di un attaccante. Che profilo cerca Allegri e quali sono i nomi da tenere d’occhio?

“Il profilo da fornire all’investigatore privato è semplice: un attaccante d’area con presenza fisica, ovviamente capace di segnare 15 gol in campionato e con esperienza internazionale.”

“È meglio non sottovalutare l’aspetto mentale: il Milan cerca giocatori che migliorino l’ambiente nello spogliatoio, non quelli che creino problemi all’allenatore e ai compagni con comportamenti scorretti.

“Sorloth e Gonçalo Ramos sono nomi da tenere d’occhio, ma è meglio essere preparati: il mercato dei numeri 9 è complesso e probabilmente assisteremo a cambiamenti drastici, a nomi che appariranno improvvisamente sulla scena e ad altri che scompariranno giorno dopo giorno.”

Tra i profili monitorati ci sono Alexander Sorloth e Gonçalo Ramos, anche se il mercato degli attaccanti resta estremamente fluido. Il Milan vuole inoltre puntare su calciatori forti mentalmente e capaci di migliorare gli equilibri dello spogliatoio.

La dirigenza è infatti convinta che il prossimo salto di qualità passi anche dalla costruzione di un gruppo più solido caratterialmente.


Modric decisivo: il Milan vuole ripartire ancora da lui

Uno dei protagonisti assoluti della stagione rossonera è stato Luka Modric. Nonostante i 40 anni, il croato ha avuto un impatto enorme dentro e fuori dal campo.

Quanto è stato significativo l’impatto quotidiano di Luka Modric al Milan? È attualmente propenso a rimanere per un altro anno?

“Modric è stato importante per il Milan, importantissimo. Si tratta di dare l’esempio, più che di grandi discorsi.

“Luka non è il leader che urla a ogni allenamento per motivare la squadra, ma la sua sola presenza migliora l’approccio dei compagni. Se Modric è a pochi metri da te, non puoi permetterti molti errori. In campo, è stato chiaro fin da subito che Luka aveva le capacità per giocare e fare la differenza in Italia, anche a 40 anni.

“Più che i gol a Bologna e Pisa, credo sia interessante analizzare la sua gestione del ritmo di gioco e il suo posizionamento difensivo, perché ci sono stati diversi momenti in questa stagione in cui Modric è stato più importante in fase difensiva che offensiva.”

“Certo, sembrava stanco verso la fine della stagione, ma il Milan 2026-27, se Luka lo vorrà, ripartirà con lui. Mi aspetto una decisione entro pochi giorni.”

Secondo Bianchin, il suo contributo va oltre i gol o gli assist: Modric ha alzato il livello quotidiano degli allenamenti e migliorato l’approccio mentale dei compagni. Anche tatticamente il suo apporto è stato fondamentale, soprattutto nella gestione dei ritmi e nella fase difensiva.

Il Milan sarebbe pronto a confermarlo anche per la prossima stagione, qualora il croato decidesse di proseguire la sua avventura in rossonero. Una decisione definitiva potrebbe arrivare nei prossimi giorni.


Rivoluzione Milan: chi resta e chi può partire

Tra i migliori della stagione vengono indicati proprio Modric e Adrien Rabiot, seguiti da Mike Maignan — finalmente tornato ai suoi livelli — e Strahinja Pavlovic.

Quali giocatori vi hanno impressionato di più in questa stagione dei rossoneri? E chi dovrebbe invece fare le valigie?

“Modric e Rabiot sono chiaramente i migliori giocatori della stagione. Seguono Mike Maignan, finalmente tornato al suo (alto) livello dopo due stagioni deludenti, e Strahinja Pavlovic.

«Per quanto riguarda i giocatori che dovrebbero lasciare Milanello, alcuni nomi sono ovvi. Non ha senso che Ruben Loftus-Cheek resti; un cambio gioverebbe a tutti. David Odogu deve andarsene e giocare. Pervis Estupinan è stato un tentativo fallito: meglio riprovare con un altro terzino sinistro.»

“In attacco, si vorrebbe cambiare tutto, ma ovviamente non sarà così. È triste vedere l’evoluzione del rapporto tra Leao e i tifosi del Milan: era il beniamino dei tifosi, ora viene comprensibilmente fischiato. Meglio cambiare, per tutti… ammesso che arrivi un’offerta.”

Sul fronte uscite, invece, diversi giocatori sembrano destinati a lasciare Milanello:

  • Ruben Loftus-Cheek appare vicino all’addio;
  • David Odogu ha bisogno di spazio e continuità altrove;
  • Pervis Estupinan non ha convinto;
  • anche Rafael Leao potrebbe partire in caso di offerta importante.

Proprio la situazione del portoghese rappresenta uno dei temi più delicati. Il rapporto con la tifoseria si è incrinato profondamente: da simbolo del Milan a giocatore contestato nel giro di pochi mesi. Una separazione, a questo punto, potrebbe diventare la soluzione migliore per entrambe le parti.


Il Milan si gioca tutto tra campo e futuro

Le ultime settimane della stagione saranno decisive non solo per il piazzamento finale, ma anche per il futuro tecnico e societario del club. La qualificazione alla Champions League rappresenta una necessità sportiva ed economica, considerando i ricavi fondamentali garantiti dalla competizione europea.

Nel frattempo, il Milan prepara già una possibile rivoluzione estiva: Allegri aspetta risposte dal mercato, la dirigenza valuta cambiamenti profondi e i tifosi chiedono finalmente un progetto all’altezza delle ambizioni storiche del club.

Tags AC Milan
Seguici