La nuova battuta d’arresto del AC Milan ha acceso un campanello d’allarme sempre più rumoroso in casa rossonera. La qualificazione alla prossima Champions League, un tempo considerata alla portata, ora appare in bilico.
Il tecnico Massimiliano Allegri non ha nascosto una certa preoccupazione nel post-partita, pur cercando di mantenere un filo di fiducia. Tuttavia, l’ambiente intorno alla squadra è tutt’altro che sereno: tifosi e addetti ai lavori iniziano a interrogarsi sulla reale competitività del progetto.
Il confronto con l’Inter accentua il divario
Il problema principale, evidenziato da molti osservatori, è il confronto sempre più impietoso con i rivali cittadini dell’Inter.
Se da una parte il Milan fatica e si aggrappa alla zona Champions, dall’altra i nerazzurri continuano a vincere e consolidare il proprio dominio in Italia. Questo scenario rende evidente come il gap, che sembrava ridursi dopo lo Scudetto del 2022, si sia invece ampliato in modo significativo.
L’editoriale che accende la polemica
A gettare benzina sul fuoco è stato l’editoriale di Pietro Mazzara su MilanNews, dai toni particolarmente duri.
Il giornalista ha parlato apertamente di regressione sotto la gestione RedBird Capital Partners, sottolineando come il club abbia perso progressivamente terreno negli ultimi quattro anni.
Un dettaglio che non è passato inosservato: la versione social dell’articolo ha ricevuto il “like” di Theo Hernandez, segnale che le critiche potrebbero trovare eco anche all’interno dello spogliatoio.
Dallo Scudetto 2022 a una crescita mancata
Secondo Mazzara, il trionfo del 2022 aveva illuso l’ambiente rossonero. La vittoria sembrava il punto di partenza per un ciclo vincente, costruito dal lavoro di dirigenti e staff tecnico dell’epoca.
Invece, quella conquista si è rivelata episodica. La continuità, elemento fondamentale per restare ai vertici, è venuta meno.
Il Milan non è riuscito a mantenere alta l’asticella, né sul piano tecnico né su quello mentale, perdendo progressivamente terreno rispetto alle concorrenti.
Investimenti sotto accusa
Uno dei punti più critici riguarda la gestione economica. Nonostante oltre 500 milioni di euro investiti sul mercato, il rendimento non è stato all’altezza delle aspettative.
Il problema, secondo l’analisi, non è tanto la quantità delle risorse impiegate, quanto il modo in cui sono state spese.
A differenza dell’Inter o del Napoli, che hanno costruito squadre solide e competitive nel tempo, il Milan sembra aver puntato su scelte meno incisive.
La gestione Cardinale nel mirino
Nel mirino delle critiche c’è anche la proprietà guidata da Gerry Cardinale.
Secondo Mazzara, da quando RedBird ha preso il controllo, il club avrebbe perso quella “fame di vittoria” che storicamente contraddistingue il Milan.
Una mancanza che si riflette nelle scelte strategiche e nella costruzione della squadra, spesso orientata più alla sostenibilità che all’ambizione.
Un’estate decisiva per il futuro
Il finale di stagione e la prossima sessione di mercato saranno determinanti. La qualificazione in Champions League, se raggiunta, non basterà a mascherare le lacune strutturali evidenziate.
Il Milan è chiamato a una svolta profonda: non solo sul piano tecnico, ma anche nella visione complessiva del progetto.
Senza un cambio di rotta, il rischio è quello di vedere aumentare ulteriormente il divario con le rivali e perdere definitivamente il ruolo da protagonista nel calcio italiano ed europeo.




