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Leao, nervi tesi e lampi decisivi: crisi o svolta?

La partita contro l’Hellas Verona ha lasciato sensazioni contrastanti per Rafael Leao. Se da un lato è stato decisivo con l’assist per Adrien Rabiot, dall’altro la sua prestazione è apparsa opaca e discontinua.

In 63 minuti, l’attaccante portoghese non è mai riuscito a tirare in porta, limitandosi a soli 11 passaggi e fallendo tre tentativi di dribbling. Numeri che spiegano chiaramente il perché della sostituzione decisa da Massimiliano Allegri.


La sostituzione e il confronto con Allegri

L’uscita dal campo non è stata digerita da Leao. Prima ancora di accomodarsi in panchina, il numero 10 rossonero ha rivolto sguardi perplessi verso Allegri, chiedendo spiegazioni con evidente disappunto.

Il breve confronto con l’allenatore non è bastato a rasserenarlo. Una volta seduto, Leao ha continuato a discutere con lo staff tecnico, in particolare con l’assistente Dolcetti, segnale di un nervosismo crescente.


Un periodo complicato che continua

Il momento difficile di Leao non è una novità. Già nella sfida contro la Lazio del 15 marzo, l’attaccante aveva mostrato segnali di frustrazione, reagendo in modo acceso alla sostituzione. In quell’occasione era stato Mike Maignan a intervenire per calmarlo.

Il dato più preoccupante resta il digiuno di gol: Leao non segna dal 1° marzo contro la Cremonese. Un’astinenza lunga oltre 50 giorni, insolita per il miglior marcatore stagionale del Milan.


Fischi, tensione e una risposta sul campo

A complicare ulteriormente la giornata ci hanno pensato i tifosi del Verona, che lo hanno fischiato ripetutamente. Dopo il gol dell’1-0, la sua esultanza – con le braccia tese e lo sguardo verso gli spalti – è apparsa come una risposta diretta alle critiche.

Nonostante tutto, a fine partita Leao è tornato in campo per festeggiare con i compagni, lasciando intravedere un accenno di sorriso.


I numeri tra ombre e luci

Se la prestazione contro il Verona è stata insufficiente sotto molti aspetti, resta comunque il peso specifico del suo contributo stagionale.

  • 9 gol in campionato
  • 3 assist
  • 15 punti portati al Milan

Inoltre, con l’assist a Rabiot, Leao ha raggiunto quota 50 partecipazioni a gol in trasferta in Serie A, entrando in un’élite condivisa con nomi come Romelu Lukaku, Ciro Immobile, Domenico Berardi e Lautaro Martinez.


Crisi passeggera o campanello d’allarme?

Il caso Leao resta aperto. Da un lato, i numeri confermano il suo peso nel Milan; dall’altro, atteggiamenti e prestazioni recenti evidenziano una fase delicata.

Il talento non è in discussione, ma la continuità sì. E in una stagione che entra nel vivo, il Milan ha bisogno della miglior versione di Rafael Leao: meno nervi e più incisività.

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