Il calciomercato estivo si preannuncia rovente, e uno dei nomi più caldi sul taccuino dei direttori sportivi europei è senza dubbio quello di Leon Goretzka. Il centrocampista tedesco, pilastro del Bayern Monaco e della nazionale, ha espresso chiaramente la volontà di cambiare aria alla scadenza del suo contratto.
Un altro parametro zero
Questa condizione di parametro zero ha attivato i radar dei principali club italiani, pronti a darsi battaglia per assicurarsi un calciatore di caratura internazionale. In particolare, il Milan osserva con estrema attenzione l’evolversi della situazione, forte di una qualificazione in Champions League ormai blindata che garantirà le risorse necessarie per operare colpi di spessore. Tuttavia, l’operazione è tutt’altro che in discesa a causa delle pretese economiche del giocatore.
Il sogno Goretzka
L’interesse dei rossoneri per il classe ’95 non è un mistero. La dirigenza di via Aldo Rossi è consapevole che, per competere ai massimi livelli europei, servano profili con esperienza e forza fisica. Goretzka rappresenta il prototipo del centrocampista moderno, capace di abbinare una fase di rottura eccellente a inserimenti offensivi letali. Il ritorno costante nell’Europa che conta permette al club di avere un budget più elastico, ma l’arrivo del tedesco richiederebbe uno sforzo senza precedenti sotto il profilo del monte ingaggi. La stima di Massimiliano Allegri, qualora dovesse sedere sulla panchina rossonera, è un ulteriore fattore che spinge il Milan a restare in corsa, nonostante la concorrenza spietata di Juventus, Inter e Napoli, tutte già in contatto con l’entourage del calciatore per sondare il terreno.
La richiesta del giocatore
Il vero nodo della questione, come riportato dall’esperto di mercato Nico Schira, risiede nelle cifre astronomiche richieste per la firma. Goretzka pretenderebbe uno stipendio da 7 milioni di euro netti a stagione più bonus per un triennale, a cui andrebbe aggiunto un pesante bonus alla firma di ben 10 milioni di euro. Per le casse dei club italiani, si tratta di una cifra fuori portata rispetto agli standard attuali, a meno di non sacrificare qualche pedina importante o di strutturare l’accordo con agevolazioni fiscali specifiche. Il Milan, pur disponendo dei proventi UEFA, dovrà valutare se investire una fetta così ampia del budget su un unico profilo, rischiando di squilibrare i parametri interni dello spogliatoio. Resta una partita aperta, dove il prestigio del progetto tecnico dovrà colmare, almeno in parte, la distanza economica tra domanda e offerta.




