La vittoria nel derby ha riaperto almeno parzialmente la corsa allo scudetto. Il Milan ha battuto l’Inter e ha ridotto il distacco a sette punti quando mancano ancora dieci giornate alla fine del campionato.
Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, la sfida per il titolo può essere paragonata a un salto in lungo: tredici metri rappresentano una misura quasi “extraterrestre”, mentre sette restano un obiettivo difficile ma possibile.
Il successo nel derby è stato quindi fondamentale. Una sconfitta avrebbe portato il Milan a -13 dalla capolista, chiudendo di fatto ogni discorso. Invece la squadra di Massimiliano Allegri ha riacceso le speranze e può ancora provare a mettere pressione ai nerazzurri.
Ma perché il Milan può davvero crederci? Ci sono almeno sette fattori che alimentano l’ottimismo rossonero.
La miglior difesa della Serie A
Uno dei punti di forza del Milan di Allegri è la solidità difensiva. I rossoneri sono attualmente la squadra con la miglior difesa della Serie A.
Il Milan ha subito appena 20 gol in campionato, meno di tutte le rivali. Anche considerando i cinque principali campionati europei, il dato resta tra i migliori in assoluto.
La squadra ha mantenuto la porta inviolata in 13 partite, centrando uno degli obiettivi che Allegri considera fondamentali per competere ai massimi livelli.
Una squadra capace di soffrire
Il Milan ha sviluppato una notevole capacità di resistere nei momenti più difficili della partita. Il secondo tempo del derby contro l’Inter ne è stato l’esempio più evidente.
Anche quando la squadra viene schiacciata negli ultimi metri, mantiene organizzazione e compattezza difensiva. Questo approccio riflette perfettamente la filosofia di Allegri, che spesso preferisce attendere l’avversario per poi colpire in contropiede.
In queste situazioni diventa fondamentale anche la sicurezza offerta dal portiere Mike Maignan, uno dei leader della squadra.
Condizione fisica e finale di stagione
Un altro elemento a favore del Milan è la condizione atletica. Nonostante i lunghi periodi di sofferenza difensiva durante le partite, la squadra non mostra segni evidenti di calo.
Anzi, i rossoneri sono spesso decisivi nei minuti finali delle gare. Diverse vittorie e gol sono arrivati dopo l’80° minuto, segno di una squadra ancora lucida e intensa nel finale.
L’assenza di impegni europei ha probabilmente contribuito a mantenere alta la condizione fisica nel corso della stagione.
Nuovi protagonisti nella rosa
Un altro segnale positivo è la crescita di diversi giocatori oltre ai nomi più noti.
Nel derby il gol decisivo è arrivato da Pervis Estupinan su assist di Youssouf Fofana. Strahinja Pavlovic è stato protagonista contro la Roma, mentre Koni De Winter si è trasformato in poche settimane in uno dei punti fermi della difesa.
Anche Zachary Athekame ha dato il proprio contributo con un gol e un assist, dimostrando come il Milan stia trovando risorse importanti in tutta la rosa.
Un attacco distribuito tra molti marcatori
Un dato statistico racconta bene questa crescita collettiva: il Milan ha mandato in gol 16 giocatori diversi in questa stagione.
Su 20 giocatori di movimento utilizzati, solo quattro non hanno ancora segnato: Fikayo Tomori, Matteo Gabbia, David Odogu e Ardon Jashari.
Nel caso di Odogu il motivo è semplice, avendo giocato appena 16 minuti, mentre Jashari ha saltato gran parte della stagione per problemi fisici. Gli altri due sono difensori centrali.
Questo dato dimostra come il Milan non dipenda da un singolo bomber, ma possa contare su una minaccia offensiva diffusa.
Attacco finalmente al completo
L’attacco rossonero ha vissuto diversi momenti complicati nel corso della stagione, soprattutto a causa degli infortuni.
Rafael Leao ha giocato per settimane con problemi di pubalgia, Christian Pulisic ha dovuto affrontare vari acciacchi e Niclas Füllkrug ha addirittura disputato un mese con un dito del piede fratturato.
Christopher Nkunku, arrivato dal Chelsea senza preparazione estiva, ha dovuto accelerare i tempi per entrare subito in condizione. Ora tutti sono finalmente disponibili e la speranza è che anche Santiago Gimenez possa tornare presto a dare il proprio contributo.
I leader dello spogliatoio
Infine c’è l’aspetto della leadership. Nel Milan spiccano tre figure che rappresentano un punto di riferimento per tutta la squadra: Mike Maignan, Luka Modric e Adrien Rabiot.
Tre personalità diverse ma complementari. La dedizione e la concentrazione di Maignan, l’esperienza e l’umiltà di Modric e l’intensità di Rabiot sono esempi costanti per il resto del gruppo.
Quando i compagni guardano a questi giocatori, trovano la motivazione per alzare il livello delle proprie prestazioni.
Il Milan non smette di crederci
L’Inter resta la favorita per la conquista dello scudetto, come ha ammesso lo stesso Allegri. Tuttavia il Milan ha dimostrato di avere solidità, profondità di rosa e carattere.
Con dieci partite ancora da giocare, la rimonta resta difficile ma non impossibile. Se i rossoneri continueranno a vincere e l’Inter dovesse inciampare, la corsa al titolo potrebbe riaprirsi davvero fino all’ultima giornata.




